03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

foto di Un agente della Squadra Mobile tarantina
Un agente della Squadra Mobile tarantina

Una storia di violenza e di coraggio. La violenza di un uomo abituato alle maniere forti, il coraggio di una donna che ha trovato la forza di denunciare per proteggere se stessa e i suoi figli. Dopo mesi di indagini si è arrivati all’arresto del marito e padre violento. Il personale della Squadra Mobile ha infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un tarantino di 44 anni, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia.

Le indagini sono partite nel marzo scorso dopo la denuncia dell’ex moglie che, ormai in preda ad un vero e proprio stato d’ansia ed agitazione, ha avuto la forza di raccontare ai poliziotti i tantissimi episodi di violenza di cui era vittima e che avevano coinvolto anche i due figli minori, minando la tranquillità e la consueta vita quotidiana. Gli episodi, come poi accertato nel corso dei tanti incontri protetti avuti con la vittima, duravano da anni, da quando la donna aveva avviato le pratiche per il divorzio a seguito della vita dissennata del consorte e dei suoi continui tradimenti.

L’uomo, pur separato di fatto dalla sua famiglia, non si era rassegnato alla fine del matrimonio e ha continuato con costanza ad intimorire con qualsiasi comportamento, spesso in maniera violenta, sia la sua ex moglie sia i figli di 17 e 15 anni più volte intervenuti in difesa della loro madre. Il 44enne, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ed alcoliche, aveva seguito ossessivamente la donna, cercando con le maniere forti di farla desistere dal suo intento di chiedere il divorzio, arrivando anche a minacciare in due occasioni gli avvocati della controparte, costretti poi per timore di ritorsioni personali, a rinunciare all’incarico.

Al termine delle indagini, l’Autorità Giudiziaria competente ha ritenuto opportuno, per scongiurare altri eventuali e peggiori conseguenze, di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dello stalker, che è stato rintracciato e, dopo le formalità di rito, accompagnato presso la locale Casa Circondariale del capoluogo.

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