31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 21:23:00

Cronaca News

Acciaierie d’Italia, approvato il bilancio: convocata l’assemblea

foto di L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Il Consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia ha approvato il progetto di bilancio 2020 e ha fissato l’assemblea per il 21 luglio in prima convocazione e il 2 agosto in seconda. Nel nuovo Consiglio la parte pubblica avrà tre amministratori su sei (Franco Bernabè presidente, Carlo Mapelli e Stefano Cao). Ma sulla fabbrica non mancano – e non è una novità – le polemiche. “I bambini di Taranto soffrono una situazione sanitaria difficile.

Le patologie gravi sono molto diffuse e per questo hanno bisogno di assistenza continua e di qualità” dichiara il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (Pd) a margine dell’incontro avuto nei giorni scorsi con il dottor Mario Marranzini, Segretario provinciale della Fimp, la Federazione italiana dei medici pediatri. “E’ mia intenzione – spiega Di Gregorio – creare link diretti con le professioni sanitarie del territorio ionico che in questi mesi hanno fronteggiato l’emergenza covid, e che ogni giorno si confrontano con situazioni altrettanto drammatiche che richiedono la massima attenzione delle Istituzioni. Ho voluto iniziare la ricognizione partendo dai bambini che sono, a mio avviso, la parte più debole e la più esposta ad una serie di agenti esterni negativi. La bibliografia in tal senso è copiosa e sono tanti, purtroppo, i casi di giovanissimi tarantini strappati prematuramente alla vita da malattie correlate anche all’inquinamento ambientale”.

“Studi recenti – prosegue l’esponente Pd – rivelano che piombo e arsenico combinati tra loro anche a livelli relativamente bassi e nei limiti di legge, agiscono negativamente sulle capacità relazionali e di apprendimento dei bambini del rione Tamburi. Insomma, c’è una fetta di popolazione infantile di Taranto che ha il destino segnato. Un’ipoteca sull’esistenza. Tutto questo è terribile. Per quanto ancora dobbiamo sopportare?”. “Mi indignano, pertanto – aggiunge Di Gregorio – le parole della signora Lucia Morselli, ad di Acciaierie d’Italia, rilasciate in un’intervista al Sole 24Ore. Le riporto integralmente così come le ho lette e, giuro, che stentavo a credere ai miei occhi. ‘Ogni anno – afferma – tra entrate e uscite, vengono gestiti 10 miliardi di flussi di cassa. Questi sono la vera posta in palio. L’ambiente non c’entra nulla’. Questa frase è un colpo di spugna che intende ridurre tutto ad una questione pecuniaria. Forse per qualcuno sarà così, ma da queste parole è evidente quale sia la sua scala dei valori. ‘Lo viso mostra lo color del core’, scriveva il sommo poeta. Grazie del pensiero signora Morselli. Stia serena. Noi ci teniamo ben stretta la nostra dignità e proseguiamo la batta glia per la salute, la tutela dell’ambiente, la qualità vita degli operai e dei cittadini di Taranto”.

In una nota, il Coordinamento Esecutivo Usb Taranto scrive che “il reparto di Produzione Lamiere del siderurgico tarantino paga un prezzo altissimo in termini di ore di cigo per i suoi dipendenti; infatti ad oggi è fermo e la maggior parte del personale è a casa. Ma la cosa preoccupante è il peggioramento, col passare del tempo, delle condizioni di sicurezza dei lavoratori, a causa della mancanza di investimenti in questa direzione. Molteplici sono state le segnalazioni da parte nostra, dapprima alla direzione aziendale (puntualmente inascoltate), e poi con esposti in Procura. Come ad esempio, la recente denuncia relativa alla presenza di amianto all’interno dei forni a spinta, alle condizioni precarie del tetto dell’impianto, alla scarsa valutazione della gestione dei piani d’emergenza per singolo reparto, oppure al sovraccarico di mansioni ai lavoratori, che non permette agli stessi di operare con serenità ed in sicurezza. Oramai da anni l’attività degli impianti si riduce sempre di più, tanto che sono in marcia solo pochi mesi all’anno e in condizioni precarie, per mancati investimenti su ammodernamento e messa in sicurezza degli impianti”.

E’ invece il segretario Fiom Cgil Taranto Francesco Brigati a raccontare la storia che ha visto come protagonista un operaio del Sideurgico che dopo un infortunio non grave sul lavoro è stato costretto ad aspettare oltre 12 ore al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto prima di essere visitato dai medici. Brigati ha scritto una lettera al presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale alla Sanità e al direttore generale dell’Asl Taranto. Al lavoratore è stato detto “che essendo un codice verde, potrebbe arrivare ad aspettare altre 12-24 ore, sempre in tuta da lavoro ovviamente. “Sarebbe utile conoscere dalle istituzioni preposte – riferisce Brigati- cosa non funziona al pronto soccorso di Taranto e se sia umano far attendere un lavoratore 24-36 ore con una tuta da lavoro sporca dopo aver subito un infortunio in fabbrica. È inaccettabile che accadano episodi di questo tipo”.

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