02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 16:55:00

Cronaca News

Il “concorso farsa” del ministro Brunetta

foto di Renato Brunetta
Renato Brunetta

Caro ministro Brunetta, invece di pontificare sulla capacità dei giovani di entrare nel mondo della pubblica amministrazione e sulla presunta rivoluzione che dovrebbe modificare il Paese, dovresti avere l’umiltà di dimetterti. Il concorso per reclutare 2.800 figure dirigenziali da inserire subito nella pubblica amministrazione per attuare il recovery plan, oltre che un flop, è stato semplicemente un’offesa a tutti i laureati italiani. Che dovrebbero ribellarsi e inondarti di ricorsi.

E già che ricorsi e richieste di sospensiva ne pendono già al Tar! Basta guardare i numeri partendo proprio dalle figure più ricercate: 1.412 funzionari esperti tecnici, insomma: ingegneri e architetti da impiegare nei cantieri. Scegliamo questo ambito perché è il più paradossale, ricordando che il bando è stato pubblicato il 6 aprile e si poteva inviare la domanda entro il 21 aprile. Hanno fatto domanda per il settore “funzionari esperti tecnici” in 22.464, sono stati selezionati per il test dei primi di giugno circa 8.000 con criteri subito criticati perché quanto meno discutibili, ma del resto, capendo che era inutile, al test si sono presentati in pochissimi.

Così, correndo buffamente ai ripari, avendo capito di averla fatta grossa, una decina di giorni fa, hanno ammesso tutti i 22.464. Ma, ri-capendo che era inutile, se ne sono presentati ai test solo in 9.449 speranzosi, ossia: molto meno della metà. Sapete quanti hanno superato il test preselettivo? In 167! Non si tratta evidentemente di geni ma di professionisti che, lavorando da molti anni in studi professionali e spesso già collaborando con la pubblica amministrazione, e magari assistiti da abilità enigmistica e da un briciolo di fortuna, hanno superato l’ostacolo.

Non c’era infatti limite di età e, per aver superato “quel” test, sicuramente ne sapevano più dei compilatori! Tutti gli altri, anche se brillantemente laureati, con master e dottorati alle spalle, non potevano superare test che proponevano le discipline più disparate, spesso con domande capziose: dall’estimo catastale, alla pianificazione urbanistica, alla legislazione edilizia, al diritto pubblico, alla lingua straniera, oltre ai veri propri quesiti di scienze e tecniche delle costruzioni, sismica ecc… più idonei magari agli ingegneri che agli architetti. La presunzione di “prelevare” dall’ampia platea dei laureati, gente da mandare domani sui cantieri, come pretendeva Brunetta, è talmente irreale da sembrare ridicola, sarebbe come reclutare per test buoni giocatori di calcio e, dopo averli fatti palleggiare per 10 volte, mandarli a disputare la finale degli Europei.

Cosa chiami a fare ai test 22.464 concorrenti una settimana prima del concorso se non dai neppure indicazioni sulle materie di competenza? (Si sarebbero presentati solo in 167!). Allora sapete cosa ne penso? Che Brunetta e i suoi sapevano benissimo come sarebbe andata a finire, non possono essere così ignoranti da immaginare che ci siano a spasso, disoccupati, 1.412 geni, persone in grado di risolvere tutti i problemi strutturali della pubblica amministrazione, che neppure loro concepiscono, in attesa solo di essere reclutati per spianare il nostro futuro! No! Volevano dimostrare che la pubblica amministrazione non può assumere un popolo di ignoranti e deve rivolgersi agli studi privati. Non sto fantasticando, sto rileggendo l’intervista che Brunetta ha rilasciato al “Corriere della sera” di mercoledì: “Perciò dico che occorre un grande patto di collaborazione tra pubblico e privato”.

E aggiunge: “Intanto noi stiamo mettendo in piedi il portale del reclutamento sul modello Linkedin, sul quale da settembre tutti coloro che vorranno partecipare alla ricostruzione del Paese – giovani, laureati, dottori di ricerca, professionisti – potranno inserire il proprio curriculum, compresi gli italiani che lavorano all’estero nelle organizzazioni internazionali”. Peggio che andar di notte! E no caro Brunetta, lo Stato può assumere solo per concorso, ma attraverso veri concorsi non come la pagliacciata che avete messo in piedi, un flop conclamato, e che si è trasformato in un’umiliazione che richiederebbe una sollevazione popolare! Anche i professionisti affermatisi all’estero dovrebbero superare dei concorsi in Italia… prova ad aspettarli! Le cose sono andate più o meno nello stesso modo nelle altre categorie di concorso, un po’ meglio laddove le tipologie di risposte erano almeno più coerenti con i profili professionali indicati.

Ma certo il numero dei concorrenti è comunque crollato. Cosa ne dicono i sindacati? Dopo decenni di depauperamento delle professionalità della pubblica amministrazione e di mancato turnover si può selezionare attraverso test-trabocchetto cui forse neppure i dirigenti del ministero avrebbero saputo rispondere, certamente nessun ministro o quasi? Proviamo a sottoporlo a loro. Qualcuno dirà, considerando buone le intenzioni premesse dal ministro: “ma si voleva fare in cento giorni ciò che di solito avviene in tre-quattro anni!”. No! La logica corrente di non portare mai a termine i concorsi pubblici e quella di presumere di concluderli in 100 giorni, in questo modo abnorme, sono parte della stessa aberrazione burocratica. Risultato: i 2.800 assunti non ci saranno lo stesso!!! Solo che in questo caso specifico potremmo dire, mutuando un noto adagio: Brunetta frettoloso fece i laureati ignoranti!

Silvano Trevisani

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