30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 09:56:00

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Cristina Fogazzi: «Siamo opere d’arte»

“L’estetista cinica” racconta la sua idea di unire cultura e bellezza

L’assessore Fabiano Marti e Cristina Fogazzi

Si chiama Cristina Fogazzi, ma sui social dove è seguitissima grazie alle sue storie di Instagram e a un blog, è conosciuta come l’Estetista Cinica. O, semplicemente, “La cinica”.
La bellezza, in tutte le sue declinazioni, è quello di cui si occupa da tempo, con professionalità e competenza.
Con il suo beauty truck rosa, con i suoi “consigli” e con il suo team di esperti, nei giorni scorsi ha fatto tappa a Taranto per sostenere il MArTA nell’ambito di “Bellezze al Museo”, un progetto in cui la cultura sposa l’estetica con l’obiettivo di avvicinare ai presidi culturali un pubblico che potrebbe non essere un loro abituale frequentatore.
«Abbiamo tutti bisogno di bellezza e il MArTA ne ha tanta da far conoscere al mondo», ha dichiarato l’imprenditrice e appassionata d’arte bresciana che ha ideato una promozione offline del suo brand a favore del settore turistico, fortemente colpito durante quest’ultimo anno di pandemia.
Nonostante i 900mila follower su Instagram e un fatturato che la proclama, da tempo, “guru della bellezza”, Cristina si considera «una donna come tante altre che, per necessità, ha dovuto reiventare se stessa».
«Non ho ricette o formule segrete da svelare – ci racconta qualche ora prima di incontrare i suoi sostenitori tarantini in piazza Garibaldi dove si affaccia il MArTA – Solo tanta determinazione. Una prerogativa che mi ha sempre spinto come un motore oltre le paure e gli ostacoli.
La mia schiettezza e la preparazione, hanno fatto il resto».
Come nasce l’idea del progetto e cosa ruota intorno al mondo “Veralab”?
«”Veralab” nasce dal desiderio di creare prodotti che piacessero alle donne, spiegati senza il favore di stereotipi irraggiungibili o claim di marketing superflui.
Il progetto “Bellezze al Museo” rappresenta, invece, la bellezza di ogni persona.
Amo l’arte. Amo l’Italia. Amo la mia community. Ci sono Musei meravigliosi che non vengono messi in evidenza ed avendo la fortuna di poterlo fare, credo sia il minimo rendere alla bellezza del territorio una tale visibilità».
“Siano tutti opere d’arte” è lo slogan che l’accompagna durante il suo “Tour cinico”. Un tour che non si ferma e che raggiungerà, il 10 e 11 luglio, il Museo della Scultura Contemporanea di Matera (Musma).
La folla che l’ha salutata a Taranto, conferma che la schiettezza con la quale risponde alle domande delle sue follower (le “fagiane”, come lei stessa le chiama), spesso con aspettative irrealizzabili sul proprio aspetto fisico, rappresenti l’arma vincente per continuare ad attirare su di sé l’attenzione e accrescere il numero dei.. seguaci. E non solo. Un’innata capacità di comunicazione, poi, fa il resto.
è lei, senza dubbio, l’estetista più nota d’italia. Un’estetista che esce fuori dai canoni e con un obiettivo ben preciso: promuovere e sostenere le bellezze artistiche del territorio italiano.
Beauty e cultura: un binomio in cui anche la sua community sembra aver creduto fin dal primo momento.
«Ho la fortuna di avere una community curiosa, dinamica interessata alla cultura – racconta – Quando porto in giro per l’Italia il mio progetto, i miei prodotti e miei consigli, mi aspetto che tutti vivano un’esperienza unica. Come unica sarà la tappa al MArTA, uno dei Musei più importanti d’Europa».
Dalla cultura, dunque, secondo Cristina si può davvero ricominciare a vivere la normalità e a costruire il futuro.
La scelta di Taranto per una tappa del tour in ogni caso, probabilmente, non è solo legata al MArTA e all’importanza che questo Museo ha a livello nazionale (e non solo), ma anche al rapporto piuttosto “intimo”, per così dire, che l’estetista cinica ha con la Città dei Due Mari.
Lei ha sposato un tarantino: è l’unico legame che sente di avere con la nostra città?
«Sicuramente stringe ancora di più il rapporto con questa città, ma non credo sia l’unico legame. Sono legata a tutte le città capaci di accogliere e valorizzare un progetto come questo, perché hanno un patrimonio meraviglioso e sanno come esaltarlo».

Gabriella Esposito

 

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