27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 18:44:00

Cronaca News

Prestiti a famiglie in difficoltà: 2 arresti

Anche un incensurato è finito nella rete della Finanza. Le indagini avviate dopo la segnalazione di una mamma-coraggio

Una pattuglia della Guardia di Finanza
Una pattuglia della Guardia di Finanza

Prestiti abusivi a famiglia in difficoltà economica: due arresti.
I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno notificato ordinanze di custodia cautelare ai “domiciliari”, emesse dal gip del Tribunale di Taranto su richiesta della locale Procura, al quarantaseienne P.M. , con precedenti per spaccio e al trentenne incensurato C.B. , entrambi tarantini.
Le indagini, durate circa sei mesi, sono scaturite da un altro procedimento al termine del quale erano stati arrestati, moglie e figlio di un personaggio di spicco di un clan all’epoca dei fatti detenuto e dediti all’estorsione e alla concessione di prestiti usurari con tassi variabili tra il 60% e il 120%.
Tra le vittime figurava una donna che ha rilasciato alle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Taranto dichiarazioni coraggiose con le quali ha evidenziato che anche sua figlia era vessata da altre persone , non identificate, le quali, in un momento di difficoltà, le avevano prestato una somma di danaro di circa 3000 euro, applicando degli interessi.
Pur non essendo circostanziate, le parole della donna hanno consentito alle Fiamme Gialle tarantine di porre in essere attività investigative che hanno consentito di individuare i due tarantini i quali, dopo aver effettuato prestiti ad alcune persone, a fronte dei ritardi nel saldo delle rate, assumevano nei confronti delle vittime atteggiamenti prepotenti e, in taluni casi, minacciosi e violenti.
Le indagini hanno fatto emergere che le vittime, per lo più persone in evidenti difficoltà economiche, che non potevano accedere al circuito creditizio legale per far fronte alle spese correnti di gestione familiare, richiedevano prestiti agli indagati sprovvisti di ogni autorizzazione per l’esercizio di attività finanziaria.
Sono state eseguite anche delle perquisizioni durante le quali sono stati rinvenuti appunti e cospicue somme di danaro. Per gli investigatori i soldi sono riconducibili al contesto criminoso che si colloca in una zona “borderline” tra il reato di usura e quello, altrettanto pernicioso, dell’abusiva attività finanziaria.Il quadro probatorio acquisito è stato prospettato al gip del Tribunale di Taranto che, condividendolo, ha emesso i provvedimenti eseguiti nella mattinata di ieri. “Continua dunque, anche nella contingente e difficile fase pandemica- si legge in una nota della Finanza- l’attività delle Fiamme Gialle tarantine diretta al contrasto dei fenomeni illeciti con particolare riferimento all’esercizio abusivo del credito alle persone che, per effetto della crisi economica, versano in gravi difficoltà”.

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