02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 17:57:00

News Provincia di Taranto

Ceramica, mission all’insegna della sostenibilità

La presentazione si è tenuta nella sala conferenze stampa della Camera dei Deputati

Foto di repertorio
Foto di repertorio

La Comunità Slow Food Per la ceramica d’uso grottagliese ha presentato il suo progetto e le iniziative in programma alla Camera dei deputati in una conferenza stampa a cui hanno partecipato: Franco Peluso, portavoce della Community, Mimmo Vestita, maestro ceramista della cittadina ionica, Luca Sardella, giornalista ed agronomo, Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Massimo Isola, presidente dell’Associazione italiana Citta della Ceramica e Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie, collegati da remoto. A coordinare i lavori il deputato Gianpaolo Cassese, promotore dell’intergruppo parlamentare per le città della ceramica nato con lo scopo di tutelare il settore, che ha sottolineato “l’importanza del progetto – unico nel suo genere in Italia e da replicare altrove -, non solo per la sua portata innovativa e di ampio respiro, coniugando mondo dell’artigianato e dell’agroalimentare in una sinergia che può offrire opportunità importanti ai produttori ed al territorio, ma anche per il suo valore simbolico, rappresentando la volontà di un Paese che ha voglia di ripartire dopo il lungo periodo buio di pandemia.”
“Abbiamo scelto nella comunità la forma di aggregazione che rappresenta e promuove un sistema basato su conoscenza, relazioni, apertura, inclusione, sicurezza affettiva e democrazia” così Peluso spiega uno degli aspetti di fondo della mission che è alla base della loro iniziativa inserita nella rete Slow Food, dal valore non solo culturale ma anche sociale. “La Comunità – aggiunge – intende promuovere la tutela della ceramica d’uso grottagliese attraverso una serie di progetti ed iniziative che vedranno coinvolti gli artigiani con la collaborazione dei produttori dei diversi settori del mondo eno-gastronomico. Preservare la storia del nostro territorio e diffondere la cultura delle produzioni locali è fondamentale attraverso dei processi che possano portare economia ai piccoli produttori del territorio.”
Sul rapporto tra alimentazione e ceramica così come in generale tra natura e cultura, frutto dell’evolversi della civiltà umana, si sofferma il presidente Massimo Isola, che esprime grande apprezzamento per la virtuosa intuizione dei promotori del gruppo grottagliese: “le ceramiche così come i presidi alimentari sono patrimoni materiali e immateriali dei singoli territori, frutto dello scorrere del tempo – afferma, ricordando che l’Associazione che rappresenta è impegnata da tempo su questo terreno e sull’importanza di coniugare linguaggi e tradizioni diverse.”Il maestro ceramista Mimmo Vestita mostra alcuni oggetti di ceramica d’uso e porta la discussione sulla materia viva dei manufatti jonici, ricordando i giacimenti di argilla di Grottaglie e ripercorrendo le diverse fasi storiche della sua evoluzione, descrivendone lavorazioni ed usi diversi: “quella del ceramista è un’arte che abbiamo imparato da bambini frequentando le botteghe artigiane del quartiere delle ceramiche di Grottaglie nato lungo la gravina.”Il giornalista Sardella, denunciando l’abuso di consumo di plastiche che hanno causato nel tempo enormi danni ambientali, torna sul tema della sostenibilità introdotto dal deputato Cassese e dunque sulla positività della iniziativa che “valorizza il made in Italy e la ricchezza dei prodotti pugliesi, frutto di una terra che gode di un ecosistema di straordinaria varietà”.
Il presidente Gallinella rilancia sulla positiva originalità del progetto, che coniuga tradizione ed innovazione e che va sperimentato anche in altri territori: “dobbiamo ripensare non solo lo stile di vita ancor più dopo l’esperienza del Covid, ma anche a mettere a valore il nesso tra cultura, cibo, arte, una combinazione su cui scommettere nel futuro.” Infine il sindaco D’Alò di Grottaglie sottolinea quanto la tradizione ceramista sia il segno identitario del territorio, da tutelare dando continuità alle iniziative intraprese anche sul piano normativo per dotare i ceramisti di opportune certificazioni che consentano l’utilizzo dei manufatti per scopo alimentare.

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