28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 20:31:38

Cronaca News

La campagna, una passione: ecco “Ortofamily”

Ottomila metri quadrati suddivisi in 60 lotti

“Ortofamily” a Taranto
“Ortofamily” a Taranto

I primi “clienti” arrivano già alle cinque del mattino. Dopo aver zappettato il proprio lotto per liberarlo dalle erbacce infestanti, questi riempiono la sporta di ogni ben di Dio: bietole, insalate, pagnottelle, zucchine, friggitelli, melanzane (bianche, nere e viola) e pomodori.
Stanno chini sulle piante, non perdendo di vista l’orologio per non far tardi al lavoro.
Poi, dopo aver salutato coloro che man mano arrivano, si ritorna subito a casa per lasciare la “spesa”, pregustando, già con l’acquolina in bocca, quanto il genio culinario della consorte escogiterà.
Così avviene ogni giorno all’”Ortofamily”, tra Talsano e Leporano, nelle vicinanze del bivio per San Donato, dove l’andirivieni dei novelli contadini prosegue per tutta la giornata fino al tramonto.
Nel fine settimana, poi, giungono le famiglie al completo, con i più piccoli che, entusiasti, aiutano i genitori.
Il tutto si risolve in una sorta di divertente scampagnata all’aria salubre.
Poi, quando il sudore inizia ad appannare la vista, mentre i bambini giocano a rincorrersi, gli adulti, accomodati sulle panche oppure sulle balle di fieno, si godono il meritato riposo all’ombra degli alberi, sorseggiando un bel bicchiere d’acqua fresca e assaporando il caffè portato con il thermos da casa.
Nel frattempo il titolare dell’attività, il giovane Antonluca Antonante, ben volentieri si presta a rispondere alle domande sulle modalità di trattamento delle piante, rigorosamente a base di prodotti biologici.
Il vasto appezzamento di “Ortofamily” (8mila metri quadrati) è suddiviso in sessanta lotti, per ognuno dei quali viene richiesto un fitto complessivo di trecento euro per il periodo compreso da giugno a ottobre.
Già nei mesi invernali si registra il tutto esaurito.
”L’anno scorso, invece, – spiega il giovane agricoltore – ci trovammo in difficoltà per le restrizioni sanitarie a causa del covid, che inizialmente diradò notevolmente le richieste, in quanto non si sapeva fino a quando sarebbero durate le limitazioni alla circolazione. Poi a maggio inoltrato, quando ci fu un notevole alleggerimento delle disposizioni, le richieste aumentarono fino a raggiungere i livelli abituali”.
Ogni porzione di terreno è accuratamente recintata con una cordicella e contrassegnata da un numeretto; tra una fila e l’altra sono state realizzate delle stradine per consentire il raccolto senza arrecare intralcio ai vicini.
“All’inizio dell’anno prepariamo e concimiamo il terreno. Ad aprile inizia la messa a dimora delle piantine, in modo uguale per varietà e quantità in ogni appezzamento. Quindi è la volta dell’irrigazione periodica, in media due volte la settimana. Da mese di giugno la produzione entra nelle disponibilità delle famiglie mentre da parte nostra continuiamo ad assicurare la cura delle coltivazioni – spiega Antonluca – Raccomandiamo alle famiglie l‘impegno della pulizia del terreno mediante zappettatura almeno una volta la settimana, in una sorta di uscita fuori porta che, in fin dei conti, si risolve in un divertente e salubre passatempo all’aria aperta, entusiasmante soprattutto per i più piccoli. Chiediamo inoltre di raccogliere con una certa frequenza, per evitare che il prodotto marcisca e danneggi infine la pianta”.
La disponibilità degli ortaggi, con maturazione a intervalli di tempo periodici, è assicurata per tutta l’estate; l’ultima possibilità di raccolto è per gli inizi di ottobre.
“Il tutto – spiega – è più che sufficiente per le necessità di due famiglie composte in media da quattro persone ciascuna, con cui dividere le spese per l’affitto. Di solito resta anche un bel po’ di roba per fare qualche graditissimo omaggio a parenti e amici”. Ortafamily inoltre effettua sl posto la vendita di queste prodotti tipici a prezzi competitivi e con ulteriori varietà merceologiche. Presto saranno pronti anche meloni e angurie di tutte le qualità.
C’è anche la possibilità di acquistare l’ottima farina derivante dal grano Cappelli, coltivata su attigui terreni e fatta macinare in un vecchio mulino di Sava.
La clientela ovviamente non manca. Antonluca Antonante tiene, infine, a evidenziare, negli anni precedenti alla pandemia, la collaborazione con alcune scuole del territorio con il coinvolgimento degli studenti più grandicelli che solitamente mostrano di gradire l’esperienza, entusiasti soprattutto nel veder comparire (e assaporare) il frutto del loro lavoro.
“Il prossimo anno, quando speriamo sarà dimenticata la pandemia, contiamo di riprendere i contatti con i dirigenti scolastici, affinché i ragazzi possano riscoprire le potenzialità e la bellezza del lavoro sui campi, alla luce delle moderne tecnologie ma senza dimenticare la tradizione”.

Angelo Diofano

 

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