04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25

Cronaca News

Utin e 118, le accuse dell’Anaao Assomed

«Tutto è cambiato affinchè nulla sia mutato»

L’ingresso dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto
L’ingresso dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto

«Tutto è cambiato affinchè nulla sia mutato».
E’ quanto affermano dall’Anaao Assomed Taranto in relazione alla situazione dell’Utin. «L’anno scorso parlavamo della chiusura dell’Utin con trasferimento di gravide e neonati prematuri o con patologie in altri ospedali. Nessun concorso espletato. Il numero dei medici è diminuito ancora di più. Fra poco sembra rimarranno in tre. E torneremo a parlare di chiusura dell’Utin». Criticità, a parere dell’Anaao Assomed Taranto, anche per quanto riguarda pronto soccorso e servizio 118.
«Drammatica la situazione dei pronto soccorso con medici che, dopo anni di lavoro per reggere un servizio di trincea in cui nessuno vuole andare, non possono neanche partecipare a un concorso in gestazione da oltre due anni. E vanno via anche loro. La geniale soluzione? Mandiamo i medici dei reparti. Medici che dopo il Covid sono allo stremo, che non sono in numero sufficiente neanche per garantire il loro servizio. E si parla già di nuova ondata Covid ad ottobre – aggiungono dal sindacato – Altrettanto drammatica la situazione del Servizio 118, tra medici che vengono spostati da una postazione all’altra o da un capo all’altro della provincia, ambulanze che arrivano sul luogo dell’ennesimo incidente stradale solo con due soccorritori autisti senza medici. Cosa può fare un soccorritore se non portare i pazienti al pronto soccorso più vicino? E anche qui i medici vanno via. Medicina territoriale e medicina di base. Sembra sia passata la peste nera e abbia lasciato pochi superstiti. La soluzione? Sostituire le Guardie Mediche con il 118? Aumentare il numero di pazienti ai medici di base con le conseguenti difficoltà di gestione? Dopo essere stati costantemente ignorati ai sindacati vengono chieste soluzioni. Non collaborazione ma richieste di trovare rimedi a decisioni prese sulle loro teste. Ma, come diciamo sempre – concludono dall’Anaao Assomed Taranto – non siamo noi quelli che veniamo pagati per trovare soluzioni».

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