28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 09:59:00

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Madonna del Carmine, la festa dei tarantini

La Confraternita a lei dedicata oggi conta circa tremila iscritti e fu fondata il 10 agosto del 1675

Foto di repertorio
Foto di repertorio

Antonio Fornaro, ideatore e conduttore di questa rubrica settimanale in apertura sottolinea come per il secondo anno consecutivo non ci sarà la processione della madonna del Carmine, la cui festa p quella mariana estiva per eccellenza dei tarantini.
La motivazione del diniego all’effettuazione della processione è il covid ma sappiamo bene tutti che questo è in forte calo e quasi tutti siamo vaccinati.
Ognuno può prenderla come vuole, ma per i tarantini e soprattutto per le consorelle e i confratelli del Carmine quella del 16 luglio resta la loro festa principale, con o senza processione, con o senza scapolare, perché il vero scapolare si porta nel cuore.
Questi i santi della settimana compresi tra l’11 e il 17 luglio: San Benedetto da Norcia, San Giovanni Gualberto Abate, San Camillo De Lellis e San Bonaventura, la Madonna del Carmine e Santa Marcellina.
Questi gli approfondimenti di Fornaro sui santi della settimana.
San Benedetto da Norcia fondò Montecassino il primo monastero dei Benedettini e diffuse in Europa il motto “Ora et labora” proteggendo lettere, arti, agricoltura e diritto. E’ il patrono principale dell’Occidente e fu nominato da Paolo VI padre dell’Europa.
Questa settimana la Chiesa cattolica venera la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Pace, di Lucera, del Roveto Ardente, Madre del Redentore, Vergine del Carmelo e Madonna dell’Umiltà. Questi gli approfondimenti relativi agli altri santi della settimana. Oltre a San Benedetto da Norcia, del quale abbiamo detto, dobbiamo parlare adesso di San Giovanni Gualberto Abate che fu fondatore dell’Ordine dei Vallombrosiani. A Taranto nella chiesa di San Francesco di Paola un altare con relativa statua è dedicato a San Giovanni Gualberto. Sempre dello stesso santo Fornaro ricorda che nel vestibolo del cappellone di San Cataldo a destra si trova la grande statua marmorea di questo santo scolpita dal grande scultore napoletano del ‘700 Giuseppe Sammartino. La statua del santo fu commissionata dalla famiglia tarantina Carducci Agustini nel 1788.
Sant’Enrico II viene ricordato perché promosse l’introduzione del Credo nella Messa. Morì a 52 anni. Per quanto attiene San Camillo de Lellis queste sono le informazioni. Il santo è patrono della Croce Rossa Italiana, degli ospedali, degli ammalati e degli infermieri. Nacque nel 1550 in provincia di Chieti, fu sacerdote e fondò l’Ordine dei Camilliani, oggi presenti in tutti gli ospedali del mondo. Morì a Roma a 64 anni. I padri Camilliani furono presenti a Taranto dal 1947 al 1973 nella Parrocchia della Stella Maris a Porta Napoli e come cappellani degli ospedali tarantini.
Questa settimana non ci sono effemeridi di Giuseppe Cravero ma ci sono quelle ricercate da Antonio Fornaro che ci informa che l’11 luglio 1915 aprirono a Taranto gli stabilimenti balneari Nettuno che si trovavano all’incrocio tra Lungomare e via Nitti ed erano gestiti da Luigi Cecinato. Il 13 luglio 1900 l’artista Carlo Novella restaura il busto sfregiato di Garibaldi presente nella omonima piazza. Il 14 luglio 1530 viene fondato il tempio di San Francesco di Paola a Taranto. Il 16 luglio 1711 la Sacra Congregazione dei Riti conferma che l’Immacolata è protettrice di Taranto. Il 17 luglio 1860 si registra un grande attentato borbonico presso il Caffè Moro in Largo Santa Caterina. L’11 luglio 1478 muore il Cardinale Orsini, arcivescovo di Taranto. Il 14 luglio 1885 viene trafugato dall’ex Convento di Sant’Antonio la statua di Giovanni Antonio Orsini, fondatore della stessa Chiesa del Convento. Il 16 luglio 1543 muore il Cardinale Antonio Sanseverino, arcivescovo di Taranto. Il 16 luglio 1855 l’VIII Battaglione dei Cacciatori Reali di stanza a Taranto donano alla Chiesa del Carmine una artistica lampada d’argento che oggi si trova davanti alla nicchia posta sull’altare a destra dove è racchiusa l’immagine della statua della Madonna del Carmine. Concludiamo con l’approfondimento della settimana che riguarda appunto la festività della Madonna del Carmine che si festeggia in maniera solenne a Taranto, Talsano, Faggiano, Fragagnano, Pulsano, Grottaglie, Mottola e Laterza. La domenica successiva al 16, per tradizione, viene festeggiata a Martina Franca. Sono numerosi i confratelli e le consorelle, ma tutti i tarantini, che rientrano a Taranto il 16 luglio per festeggiare la Madonna. Dal 1900 la processione fa una breve sosta nella chiesa carmelitana del SS. Crocifisso. Fino al 1900 la processione si svolgeva la domenica successiva al giorno della festa e si raggiungeva anche la Città Antica. La parola Carmelo, di origine ebraica, significa ‘giardino’. La Madonna del Carmine si festeggia il 16 luglio perchè in quel giorno del 1251 la Madonna apparve a Cambridge a San Simone Stock e gli donò lo scapolare. In tale circostanza la Madonna promise che chiunque morirà con suo scapolare non patirà il fuoco eterno. Nel 1322 in una bolla Giovanni XXII aggiungeva che il primo sabato dopo la morte l’anima dei fedeli carmelitani sarebbe stata liberata dal Purgatorio. Anche Giovanni Paolo II indossava l’abitino della Madonna del Carmine. I Padri carmelitani promuovono la devozione alla Madonna, le suore carmelitane di clausura che furono presenti a Taranto nel seminario di Poggio Galeso dal 1970 al 2015 e le confraternite intitolate alla Madonna del Carmine.
Le nostre nonne nel passato avevano in casa l’immagine della Madonna. La Confraternita del Carmine di Taranto, che oggi conta circa tremila iscritti, fu fondata il 10 agosto 1675 mentre i padri carmelitani giunsero a Taranto la prima volta nel 1460. L’attuale Chiesa del Carmine fu costruita tra il 1500 e il 1600. L’attuale facciata fu realizzata nel 1937.
A conclusione di questo approfondimento Fornaro aggiunge che lo stemma della Confraternita del Carmine contiene una montagna stilizzata, una stella a sei punte, la corona d’oro, una palma e un giglio.

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