03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cronaca News

Torna a casa la piastrina di un militare italiano morto prigioniero in Siberia

foto di Il soldato Vincenzo Cassano
Il soldato Vincenzo Cassano

Si terrà domenica 11 luglio a Castellaneta la cerimonia di consegna alla figlia Angela della piastrina di riconoscimento del bersagliere Vincenzo Cassano, dell’VIII Armata italiana in Russia (ARMIR), perito in un campo di prigionia in Siberia.

Alla cerimonia parteciperanno le massime autorità civili, religiose e militari, tra cui in particolare il Prefetto di Taranto Demetrio Martino, il Vescovo della Diocesi di
Castellaneta S.E.R. Claudio Maniago e il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti.

La piastrina del bersagliere è stata ritrovata a distanza di 70 anni dalla tragica ritirata di Russia, nei pressi della città di Kalmykov, in Russia, teatro di un attacco cruento ai nostri militari in ritirata nel tragico inverno del 42, da ricercatori russi in contatto con il gruppo di studi italiano “Armir, il ritorno dall’oblio”.

Da qui, è partito un encomiabile serie di studi e ricerche guidata dalla sezione di Taranto dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, che hanno consentito con successo di contattare l’unica figlia del Cassano, la signora Angela, residente da tempo a Torino, e ad organizzare, con l’Amministrazione comunale di Castellaneta, una cerimonia di
commemorazione con la consegna della piastrina ai familiari.

Si chiude dunque così, con un gesto simbolico, una storia iniziata tanti anni fa e composta di tanti capitoli.

LA STORIA

Vincenzo Cassano nacque a Castellaneta nel 1913, dai genitori Francesco Marta Eramo. Partecipò alla Guerra di Albania nel 1940, per poi essere coinvolto nei tragici eventi della campagna di Russia. Partì per il fronte orientale tra la fine di giugno e gli inizi di luglio del ’42, qualche giorno dopo la nascita della sua unica figlia Angela. Dopo la cruenta battaglia di Stalingrado, che segnò la disfatta dell’ARMIR, i soldati italiani si ritirano verso ovest, per raggiungere le tradotte che dovevano riportarli in patria. Tra il 16 e il 20 dicembre, nei pressi di Kalmykov, gli italiani, stremati e disarmati, subiscono un’imboscata dall’Esercito Russo e dai partigiani locali.

Fu una strage, solo una manciata di soldati si salvarono. Tra questi, il bersagliere Vincenzo Cassano, che prigioniero fu trasferito in un campo di prigionia in Siberia, dove morì il 31 gennaio del 43, a distanza di un mese dal suo arrivo, per stenti e malattie, come si evince dai registri dell’UNIR (Unione dei Reduci di Russia).

La piastrina è stata ritrovata nei pressi di Kalmykov, teatro di quell’ultima battaglia, assieme a tante altre, probabilmente abbandonate dai militari italiani per evitare il riconoscimento e rappresaglie ai familiari rimasti in patria.

LA CERIMONIA

Il programma delle celebrazioni avrà inizio alle 17:00 con la Santa Messa in suffragio presieduta da S.E.R. Mons. Claudio Maniago, nella chiesa Cuore Immacolato di Maria.

A seguire, un corteo guidato dalla Fanfara A.N.B. di Massafra attraverserà via Mancini e via Roma, per giungere in piazza Principe di Napoli, dove si terranno gli onori ai caduti e la consegna della piastrina, prevista alle ore 18:30, consegnata in una teca alla signora Angela Cassano.

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