02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 16:55:00

Cronaca News

“Bonomi venga a gustare le cozze tarantine”

foto Da sinistra, Mimmo Bisignano, Pietro Chirulli, il sindaco Rinaldo Melucci ed Emilio Palumbo
Da sinistra, Mimmo Bisignano, Pietro Chirulli, il sindaco Rinaldo Melucci ed Emilio Palumbo

Prove di distensione dopo le polemiche. Alcuni giorni dopo l’acceso botta e risposta a distanza fra il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e altri esponenti istituzionali pugliesi, nel pomeriggio di martedì 13 luglio, nella sede di Confindustria Taranto, si è tenuto un incontro fra esponenti del settore dei mitilicoltori della città dei due mari e il reggente Pietro Vito Chirulli, più conosciuto come Pierino, imprenditore nartinese, amministatore unico della Serveco. I rappresentanti del settore dei mitilicoltori, Emilio Palumbo, presidente dell’Agci Pesca e Mimmo Bisignano di Lega Pesca, insieme al sindaco Melucci, si sono recati nella sede dell’associazione degli industriali, in via Dario Lupo.

Come tutti gli ospiti particolarmente educati, non si sono presentati a mani vuote. Hanno portato un “regalo” in… “oro nero”, una “zoca” di cozze, per dirla con un linguaggio tarantino doc, che sembra voler mandare un messaggio al presidente nazionale di Confindustria Bonomi per le sue dichiarazioni a sostegno dell’industria siderurgica e le frasi infelici sul settore storico della mitilicoltura. Un messaggio di invito a conoscere meglio Taranto e a gustare le sue famose e apprezzate cozze. Infatti, i mitilicoltori, nel corso dell’incontro, hanno proposto di invitare a Taranto Bonomi dopo la sua boutade all’assemblea generale di Confindustria Bari-Bat. “Il presidente Bonomi venga a Taranto a gustare le nostre cozze”.

E’ stata in sintesi la proposta dei rappresentanti del settore della mitilicoltura. “Noi non evitiamo di parlare di Taranto — ha detto Bonomi la scorsa settimana — ma ne parliamo con le persone che ci propongono un futuro per Taranto, non con chi ci propone allevamenti di cozze”. Parole ritenute offensive soprattutto da chi nel settore della mitilicoltura lavora da generazioni. Infatti, sono stati proprio i mitilicoltori a chiedere l’incontro a Confindustria. La richiesta è stata accolta dal reggente Chirulli che ha voluto gettare acqua sul fuoco. Infatti, non è entrato nella polemica e si è limitato a rilasciare dichiarazioni brevi e concilianti: “Non siamo per le contrapposizioni. Siamo sempre stati per la collaborazione e la condivisione degli obiettivi. La nostra linea è sempre stata quella”.

Ha detto il reggente dell’associazione degli industriali di Taranto il quale, comunque, pur non essendosi esplicitamente dissociato dalle parole di Bonomi non lo ha nemmeno difeso. In sintesi, l’incontro si è svolto all’insegna della cordialità, senza toni polemici. Ma questo non ha impedito al primo cittadino di ribadire il suo pensiero espresso nei giorni scorsi in difesa della categoria storica per Taranto e per la sua economia. “Noi – ha ribadito Melucci – difenderemo la nostra gente, le nostre produzioni, le nostre radici, la dignità e i sacrifici di quelle categorie che hanno patito l’inquinamento dell’ex Ilva, insieme con gli operatori dell’indotto siderurgico, ai quali potrebbe riservare migliori energie e attenzioni lo stesso presidente di Confindustria nazionale. Ci piace ricordare che mentre la siderurgia è arrivata a bruciare ogni anno centinaia di milioni di euro pubblici, l’Italia è stabilmente il secondo maggior produttore di pesca dell’intera area mediterranea, detiene attualmente il 12% del comparto dell’acquacoltura in ambito Ue, che vale più di 4 miliardi di euro per decine di migliaia di partite Iva”.

Inoltre, il sindaco ha di fatto operato un distinguo fra Confindstria Taranto e i vertici nazionali dell’associazione. In questa direzione è anche da interpretare la sua presenza in via Lupo. Nei giorni scorsi anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è intervenuto rispondendo al presidente di Confindustria e concedendogli tutte le “attenuanti” del caso, infatti ha attribuito la frase infelice ad una scarsa conoscenza delle caratteristiche del contesto socio economico tarantino. Fra l’altro, Bonomi ha pronunciato le frasi al centro del casus belli proprio in presenza del governatore della Puglia intervenuto all’assemblea generale di Confindustria di BariBat. Forse non si è reso conto che stava toccando un settore cardine dell’identità non solo tarantina ma anche pugliese.

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