03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cronaca News

Surgo: Invitalia riporti a Taranto l’ufficio acquisti

L'ex Ilva
L'ex Ilva

“E’ quantomai anacronistico e paradossale che con la partecipazione dello Stato, attraverso Invitalia, nel capitale sociale, l’ufficio acquisti dell’ex-Ilva resti a Milano e non già a Taranto, sede del più grande stabilimento siderurgico d’Europa”. E’ quanto dichiara Antonio Surgo, responsabile delle politiche industriali per Taranto, Brindisi e Lecce del Movimento Europeo Socialista.

Surgo, per l’ennesima volta, oltre a sottolineare l’evidente contraddizione logistica dell’ufficio acquisti che dovrebbe avere la sua sede legale nella città che ospita lo stabilimento siderugico, rimarca l’accento sulle potenzialità e il know how posseduto da tante aziende locali che pur potendo esprimere professionalità e maestranze importanti restano escluse dalla galassia delle imprese che lavorano all’interno del sistema degli appalti per conto di Arcelor Mittal. “Andrebbero invece privilegiate- sottolinea Surgo –le imprese sane dell’indotto tarantino che vantano requisiti all’altezza delle richieste del mercato in termini di serietà e professionalità”. Si tratta di requisiti che, secondo l’esponente del Movimento Europeo Socialista, “non starebbero garantendo le aziende attualmente contrattualizzate con Arcelor Mittal, rientrate nel circuito produttivo dell’ex Ilva”, sempre secondo l’opinione espressa da Surgo in una nota, “attraverso presunti artifizi poco chiari e ai limiti della legalità che minerebbero la credibilità dell’azienda”.

Una situazione che, continua Surgo, “si perpetua ormai da anni -dalla gestione commissariale in poi- e che nemmeno il cambio di alcuni dirigenti ha fatto mutare”. Surgo auspica che l’ingresso dello Stato nella compagine societaria possa cambiare le cose e possa riaprire il circuito alle aziende tarantine: “Non si comprende infatti con quale metodo alcune aziende sane e rispettabili siano finite in una sorta di black list in capo all’ufficio acquisti che continua ad avere sede a Milano e non si conoscono i motivi di tale scelta. Infine, la speranza che lo Stato possa divenire l’azionista di maggioranza dell’ex-Ilva e possa così garantire futuro ai circa 13mila lavoratori diretti dello stabilimento e alle ditte sane dell’indotto sempre nel pieno rispetto della tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

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