02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 15:59:00

foto di Flavia Pankiewicz
Flavia Pankiewicz

Venerdì 16 luglio nel golf club di Acaya ci sarà il passaggio delle consegne fra il governatore Lions pugliese 1920/21 Pierluigi Pinto ed il governatore 1921/22, Flavia Panckiewicz, giornalista e scrittrice, leccese. Una donna, per la terza volta, al vertice del distretto Lions della Puglia. Singolare coincidenza, in assenza peraltro di qualsiasi meccanismo di quote prefissate ed imposte, una donna, Mariella Sciammetta, guiderà nel 21/22 i Lions italiani, come presidente del consiglio dei governatori, ed ancora una donna, Elena Appiani, rappresenterà da quest’anno per un biennio l’Italia nel board internazionale dei Lions (le donne costituiscono il 25% dei 40mila soci Lions italiani).

Dove troverà la canadese Patti Hill, vicepresidente internazionale, destinata a ricoprire, seconda donna dopo l’islandese Gudrun Yngvadottir (2018/19), la carica di presidente internazionale dei Lions. La più numerosa organizzazione mondiale di servizio e di volontariato sociale, con 1.360.000 soci. Eppure non è stato facile arrivare, e senza quote, a questi risultati: i club service ci arrivano molto tardi, e per ultimi (il Rotary, per dire, non ha ancora mai avuto presidenti internazionali donne). Intorno alla metà dell’Ottocento le donne cominciano a poter frequentare Medicina; pochissime, negli Stati Uniti. Nella vecchia Europa bisogna attendere gli anni ‘80 del XIX secolo, e laurearsi in Medicina non significa ancora poter esercitare, ma la barriera è infranta.

Ed anche in Italia, a fine Ottocento, abbiamo le prime donne medico. Paradossalmente più difficile l’ingresso delle donne nell’avvocatura: in Italia a fine Ottocento le lasciano laureare in Giurisprudenza (pochissime, peraltro), e persino accedere a cattedre universitarie di diritto, ma la Cassazione nega loro l’accesso all’avvocatura. Fino ad una legge specifica del 1919 (che aboliva, tra l’altro, l’autorizzazione maritale), e quindi all’ingresso della prima donna nell’avvocatura. Negli Usa, invece, la prima donna ammessa nell’ordine forense si ebbe nel 1869, ma rimase un caso pressoché isolato. La Francia ammise le donne nell’avvocatura nel 1900, gli altri Paesi europei negli anni Venti del XX secolo. Quanto al diritto di voto (nei Paesi dove c’era) è anch’esso per le donne di recente acquisizione: sia pure con restrizioni (ma c’erano anche per il suffragio maschile) inizia agli albori del XX secolo nei Paesi del Nord Europa e in Australia; una certa accelerazione si ha nel primo dopoguerra mondiale, fra il 1918 ed il 1919, in numerosi Paesi europei.

Negli Usa bisognerà attendere gli Anni Venti, come nel Regno Unito. Nel secondo dopoguerra mondiale Giappone, Italia, Francia, Belgio estendono alle donne l’elettorato attivo e passivo. La Grecia nel 1952. La Svizzera solo nel 1971. In Italia alcune professioni restano maschili anche in regime repubblicano: le prime donne entrano in Magistratura. per esempio, solo nel 1965 (legge del ’63); e nelle Forze armate nel 1999. Nel resto del mondo le donne nelle Forze armate arrivano durante la II guerra mondiale, nel 1940, con corpi separati femminili, che poi verranno sciolti inquadrando le donne, man mano, negli organici regolari. Ed ora un piccolo flash back. Nel 1905 viene fondato negli Usa il Rotary; nel 1917 il Lions International. Nel 1915 c’era stato il Kiwanis, un po’ il fratello minore dei due. Sono i prototipi dei “club service”, associazioni di servizio, di volontariato sociale. E come i club dell’aristocrazia britannica, sono rigidamente ed esclusivamente maschili. Oddio, il primo presidente dei Lions, William Woods, ci prova, a far ammettere le donne; ma incontra la decisa ostilità del segretario Melvin Jones, considerato il padre fondatore dei Lions. I decenni passano, le donne esercitano professioni, insegnano in Università, votano, vengono elette in parlamento, ricoprono ruoli di governo, fanno carriera nelle Forze armate… ma di accettarle nei club service non se ne parla.

Si ritiene che possano esercitare un ruolo perturbante (una delle motivazioni con le quali la Cassazione, nell’Italia monarchica di fine Ottocento, escluse la prima donna avvocato dall’avvocatura). Rompe il tabù nel 1978 (avete letto bene…) il Rotary club di Duarte, in California, ammette una donna, e per questo viene radiato dal Rotary International. Il club di Duarte ricorre in tribunale, e si arriva fino alla Corte Suprema degli Usa: che nel 1987 (!) decreta il diritto, per i club che lo desiderino, di affiliare donne. Ma la delibera del Rotary International che apre alle donne arriva solo nel 1989. Nel frattempo, per evitare simili, possibili controversie giudiziarie, il Lions brucia le tappe ed apre alle donne nel 1987 (seguito dal Kiwanis). C’è da dire che nel 1925 il Lions ancora rigidamente maschile ospiterà nella sua convention annuale l’intervento di Helen Keller, pioniera dell’integrazione dei disabili (era divenuta da bambina sordocieca, e sotto la guida di una istitutrice, Anne Sullivan, aveva imparato a parlare ed a leggere in Braille – a questa straordinaria vicenda fu dedicata una pièce teatrale, divenuta anche film di successo, dal titolo “The miracle worker”, in Italia “Anna dei miracoli” – e si era brillantemente laureata), che inviterà a Lions a farsi paladini dei non vedenti nella crociata contro le tenebre: e da allora le campagne mondiali per la preservazione della vista e la tutela di ciechi ed ipovedenti sono una delle specifiche attività dei Lions. Oggi la parità è assoluta. Ed era pure ora…

Giuseppe Mazzarino

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