30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 21:23:00

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Taranto entra nella rete d’Europa

Una città un po’ più europea. Taranto infatti è entrata a far parte di Eurocities, la rete che unisce oltre duecento città europee di 38 stati diversi. Tutte con un obiettivo: affrontare le sfide del cambiamento avendo come paradigmi di base l’inclusione sociale, la sostenibilità, la valorizzazione delle economie locali.

Mercoledì 14 luglio c’è stata la presentazione ufficiale a Palazzo di Città dell’ingresso di Taranto in Eurocities. Collegati col sindaco Rinaldo Melucci c’erano Dario Nardella, sindaco di Firenze e presidente di Eurocities, e Anna Lisa Boni, che della rete di città europee è il segretario generale. Lo sguardo di questa condivisione è naturalmente rivolto al futuro. «Abbiamo bisogno di metterci alle spalle – ha detto Melucci – la monocultura siderurgica. Taranto ha necessità di riconnettersi alle politiche europee e abbiamo pensato che Eurocities fosse il network più adeguato per rispondere a questa nostra esigenza. Questa rete pone all’attenzione delle istituzioni le esigenze delle comunità in questa fase di cambiamento, svolge una sana azione di lobbing nei confronti di Bruxelles per sostenere le istanze dei territori».

Particolarmente lieto di accogliere Taranto in Eurocities si è detto il presidente del network, Dario Nardella: «Taranto si avvicina a Bruxelles ed entra a pieno titolo nel club delle città impegnate nella sfida del cambiamento. Con l’ingresso in Eurocities, Taranto potrà beneficiare delle relazioni con i veritci dell’Unione Europea. Questa città è il simbolo della sfida della transizione ecologica. Il futuro di questa città è all’attenzione di tutti i sindaci europei impegnati nella sfida della transizione. E quanto Taranto stia a cuore lo testimonia il fatto che il suo ingresso sia stato votato all’unanimità dal Board, nonostante si tratti di una città con meno di 250mila abitanti».

«Taranto – ha detto Anna Lisa Boni – è la prima e unica città della Puglia a far parte di Eurocities e questo grazie alla sua leadership politica intelligente e aperta all’Europa. Questa è una realtà interessantissima per l’intero Sud Europa e dimostra la capacità degli enti locali di affrontare le grandi sfide globali nelle quali siamo immersi. Per gestire queste sfide occorrono governi capaci di realizzare anche partenariati di qualità per intercettare le risorse europee».

A fine anno a Lipsia si terrà l’assemblea annuale di Eurocities, nella quale verranno affrontati proprio i temi delle transizione energetica e della tutela ambientale. Insieme a Taranto sono entrate a fare parte di questa particolare rete europea anche Marsiglia e Valencia, la cui adesione è stata deliberata il 16 giugno scorso. Questo a testimonianza della rilevanza della partecipazione ad Eurocities. Sul sito ufficiale del network Taranto viene presentata come la città più industrializzata del Sud Italia e con una economia largamente incentrata sulla produzione di acciaio, sulla raffinazione del petrolio, sui traffici portuali, sull’agroalimentare e sul turismo. Viene però spiegato che si tratta di una città in trasformazione, resiliente, che si è incamminata verso un percorso di transizione allo scopo di creare un ecosistema economico che possa diversificare le attività. Inoltre, viene evidenziato come nelle attività del Tecnopolo Mediterraneo (quando finalmente sarà realizzato, ndr), Taranto accoglierà il più grande polo dell’idrogeno, diventando un laboratorio sperimentale internazionale dedicato alle tecnologie verdi e alle energie rinnovabili.

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