31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 13:54:00

Cronaca News

“Risarcire anche chi non ha fatto causa”

foto di Il quartiere Tamburi avvolto dalle polveri
Il quartiere Tamburi avvolto dalle polveri

Sugli indennizzi ai proprietari delle abitazioni danneggiate dalle polveri del Siderurgico interviene Gianpaolo Cassese per spiegare l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato. “Tutti i proprietari di immobili – dice il parlamentare – siti nei quartieri della città di Taranto vittime dell’aggressione da polveri sottili provenienti dallo stabilimento Ilva devono avere diritto all’accesso al Fondo per gli indennizzi degli immobili danneggiati dalle emissioni del gruppo Ilva.

Tra le condizioni per l’accesso al Fondo, che verranno stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico, quella che le risorse vengano indirizzate in un’ottica di riqualificazione del patrimonio e del tessuto urbano e finalizzate al miglioramento della qualità della vita dei cittadini”. Questo è quanto chiede al Governo l’ordine del giorno approvato il 14 luglio nel Decreto Sostegni bis presentato dal deputato Gianpaolo Cassese, che dichiara: “Il Fondo degli indennizzi, introdotto da un emendamento al provvedimento appena licenziato, presenta limiti che vanno colmati – ed è quello che l’ordine del giorno che ho presentato con la collega Francesca Galizia prova a fare – primo tra tutti un forte elemento di diseguaglianza tra i cittadini, prevedendo l’accesso alle risorse unicamente per quei proprietari di immobili dei quartieri della città di Taranto in favore dei quali sia stata emessa sentenza definitiva di risarcimento dei danni a carico di Ilva spa, mentre esclude da tale beneficio economico tutti gli altri proprietari di immobili ugualmente danneggiati dalle emissioni inquinanti provocate da quegli stabilimenti”.

“Ogni norma deve basarsi sul fondamentale principio di uguaglianza e non può creare discriminazione alcuna. La sola discriminante per accedere al fondo – chiarisce Cassese – deve essere il danno subito. Ci sono moltissimi cittadini, che pur avendo subito danni nei loro immobili a causa delle polveri, non andarono in causa per le più svariate ragioni che non sta a noi indagare. Non è accettabile che oggi non possano accedere alle risorse” sottolinea il parlamentare. “E’ inoltre importante indirizzare le somme affinché siano una opportunità per la rigenerazione urbana, per restituire valore e bellezza agli immobili e alla città. Anche su questo aspetto ci auguriamo che l’impegno del Governo si traduca presto in realtà” è l’auspicio conclusivo del deputato pentastellato.

“Condividiamo senza eccezioni l’intento dell’ordine del giorno di Cassese e Galizia: forme di indennizzo devono essere riconosciute a tutti i proprietari di immobili danneggiati del quartiere Tamburi di Taranto. L’emendamento che è stato approvato va esattamente in questa direzione ma con la dovuta gradualità, senza la quale non avrebbe mai potuto incassare il parere favorevole del Governo.” Lo dichiarano in una nota congiunta Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio a Montecitorio e primo firmatario dell’emendamento in questione e Massimo Moretti, responsabile Ambiente per il Partito Democratico – Puglia.

“Il punto è questo: abbiamo aperto un varco laddove prima c’era solo un muro di opposizioni e resistenze, malgrado la giustizia italiana riconosca pienamente il diritto di questi cittadini ad essere risarciti per i danni subiti. Ma, se il nostro auspicio è che presto si possano individuare strumenti per indennizzare tutte le persone colpite, è giusto considerare che avere il via libera per l’approvazione di questa misura non è stato scontato. Bisogna affrontare il tema un passo alla volta. È giusto partire da chi ha agito in giudizio ed ha una sentenza che riconosce il proprio diritto, soprattutto perché una sentenza definitiva costituisce un parametro oggettivo per quantificare i costi complessivi per le casse dello Stato, senza cui sarebbe stato impossibile avere l’ok del Mef. Poi, fatto questo importante passo avanti, bisogna trovare forme di indennizzo anche per gli altri.” “Purtroppo – concludono i dem – su temi tanto complessi e tecnici come questo, non è opportuno fare demagogia, ma piegarsi sulle carte e trovare le migliori soluzioni che riescano a dare le giuste risposte per i cittadini, ottenendo il visto degli organi competenti. Anche i parlamentari 5 Stelle avrebbero potuto attivarsi sul punto, nelle forme e modalità che ritenevano più opportune. Lo abbiamo fatto prima noi.

In un percorso graduale che parte da chi ha già acquisito un diritto e che era nostra intenzione allargare al maggior numero di cittadini possibile. Oggi è opportuno remare insieme nella stessa direzione, che è quella di riconoscere i giusti diritti ai cittadini di Taranto. Non dimenticando che ci sono anche molti aspetti tecnici da considerare, se si vuole davvero arrivare al risultato.”

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