04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 01:55:00

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Devitalizzare o implantare. Quando e perché?

foto La salute dei denti
La salute dei denti

Siamo continuamente bombardati da pubblicità mediatica di grandi catene dentali che propongono a prezzi da supermercato impianti in sostituzione di denti, anche lievemente danneggiati o esteteticamente non più gradevoli pur di fare marketing. Regalatevi un sorriso nuovo a poco prezzo con impianti e protesi fissa, è il motto di grandi cliniche low cost che agli occhi di noi medici privati si dimostrano più venditori di pentole, che strutture mediche.

Ma perché estrarre o non curare un qualcosa di salvabile se madre natura ci ha donato degli strumenti cosi preziosi per mangiare e per sorridere quali sono i nostri denti? Quando è realmente necessario sostituire un dente danneggiato con uno artificiale? Una devitalizzazione è un’operazione odontoiatrica che consiste, mediante una piccola anestesia nell’asportare la polpa di un dente ormai compromesso per restituirgli nuova vita restaurandolo con materiali e tecniche che lo renderanno al 100% durevole e perfetto come lo era prima di essere danneggiato dalla carie o dal trauma che lo ha rotto. Sistemi moderni ci permettono di salvare anche radici presenti nel cavo orale, preparandole e costruendo su di esse corone dentali, ex novo, ma artificiali con caratteristiche estetiche e soprattutto funzionali simili a quelle naturali. La qualità della vita e delle abitudini alimentari post trattamento torneranno ad essere le stesse di prima della terapia, chiaramente con una maggiore attenzione rivolta alla masticazione dei cibi molto duri o gommosi ed una migliorata igiene orale.

Un’impianto dentale è una vite di titanio e pertanto biocompatibile al 99% che viene posizionata in anestesia locale mediante un piccolo intervento chirurgico poco invasivo, in sostituzione di uno o più elementi mancanti e su di essa viene montata una corona dentale. Non è vitale, non si flette come le radici dei denti naturali, ed in alcuni casi, non per colpa del medico implantologo ma per volontà dell’organismo o a causa di patologie come il diabete, terapie farmacologiche o per abitudini viziate dello stesso come fumo ed alcool, può essere perso ed espulso dall’organismo. In ogni caso, il paziente portatore di vite implantare, dovrà avere una igiene orale più attenta, evitare il fumo ed alcool, in quanto responsabili della perimplantite, cioè la patologia che infiamma il tessuto ed osso adiacente al dente artificiale, patologia che se non curata anch’essa causa la perdita dell’ impianto stesso e la mobilità dei denti adiacenti. Certo in un paziente totalmente edentulo (senza denti) o con pochissimi denti e con un certo futuro da portatore di protesi totale (dentiera) è obbligatorio proporgli una terapia implantare ma in presenza di elementi danneggiati e comunque salvabili è necessario se non proprio doveroso da parte del medico avvertirlo delle varie possibilità che la scienza e tecnologia microscopica endodontica propongono e delle possibilita di scegliere una via più conservativa endodontica ad un chirurgica implantoprotesica.

Dr. Alberto Cervo
Odontoiatra

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