02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 17:57:00

foto di Dalle aziende dell’appalto del Siderurgico buone notizie per i lavoratori
Ex Ilva

Fim, Fiom e Uilm sono sul piede di guerra. Due assemblee in concomitanza si sono svolte venerdì 16 luglio a Taranto e hanno visto coinvolti centinaia di lavoratori di Acciaierie d’Italia e di Ilva in as e, alla Portineria Imprese, anche i lavoratori dell’appalto.

“Il tempo dei proclami e degli slogan è finito. È da tempo – si legge in un documento congiunto dei sindacati metalmeccanici confederali – che assistiamo a continui rinvii rispetto al futuro ambientale, occupazionale e industriale mentre migliaia di lavoratori vengono collocati in cassa integrazione. Il futuro è incerto per i lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in as e dell’appalto. A fronte di un piano industriale, definito dalla multinazionale ArcelorMittal e dal nuovo socio Invitalia mai discusso e condiviso con Fim Fiom Uilm, continua ad essere una questione inaccettabile. L’assenza di un piano di manutenzioni degli impianti per assicurare la sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti è – scrivono a caratteri cubitali – inaccettabile. L’assenza della presentazione del piano ambientale, sui tempi della sua realizzazione e delle opere di messa a norma degli impianti e la certezza degli investimenti è inaccettabile”.

Le organizzazioni sindacali non condividono la gestione della cassa integrazione che definiscono “inappropriata” e “senza la condivisione delle modalità e dei numeri dei lavoratori”. Fim, Fiom e Uilm lamentano “la mancata definizione di un percorso di reintegro in Acciaierie D’Italia dei lavoratori in amministrazione straordinaria”. Anche questo, evidenziano, è “inaccettabile”. Così come, scrivono ancora le sigle sindacali, “è altrettanto inaccettabile che al termine dell’incontro al Mise l’ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli abbia dichiarato di considerare scaduto l’accordo del 6 settembre 2018 per le parti che si riferiscono al trattamento economico ed in particolare per quel che riguarda la corresponsione dell’“una tantum” del 3% della Ral in luogo del premio di risultato, senza alcuna preventiva comunicazione formale e tantomeno l’apertura di un negoziato per il rinnovo del Pdr. Il futuro ambientale, occupazionale e industriale – conclude il documento – dipende da come riusciamo a mobilitarci e modificare gli accordi partoriti dalla multinazionale e dal Governo”.

Sono questi i motivi per i quali il 20 luglio Fim, Fiom e Uilm terranno un presidio sotto la Prefettura di Taranto alle 8. In questi giorni, il segretario generale aggiunto Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, ha sollecitato la ripresa del confronto con Acciaierie d’Italia: “Per noi è fondamentale riprendere celermente il confronto, partendo da un serio piano industriale e ambientale, tale da offrire ai lavoratori e alla città le tanto attese risposte. Avvertiamo la necessità di ricevere e discutere quanto prima il piano industriale. I lavoratori – conclude Prisciano – faranno sentire ancora una volta la propria voce con la mobilitazione programmata per giorno 20 luglio”.

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