04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25

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Diodato canta Battiato. All’Arena di Verona l’omaggio al musicista siciliano

Diodato
Diodato

Ci sarà anche il tarantino Diodato ad omaggiare Franco Battiato nel concerto tributo che si terrà il 21 settembre all’Arena di Verona. “Invito al viaggio” è il titolo dell’evento per ricordare l’artista siciliano scomparso il 18 maggio scorso. Un titolo tratto da una canzone dello stesso Battiato e Manlio Sgalambro ispirata ai versi di Baudelaire e compresa in Fleurs, uno degli album più amati del vastissimo repertorio del cantautore etneo. Un titolo evocativo, perché riassume lo spirito dell’opera di Battiato: il viaggio, interamente volto alla ricerca interiore.

Un “viaggio” che si compie in una data simbolo: il 21 settembre del 1981 usciva infatti “La voce del padrone”, il primo album italiano a sfondare il muro del milione di copie vendute e che fece di Battiato una autentica popstar, dopo anni di sperimentazioni e ardita ricerca musicale. Sul palco vedremo gli amici di sempre, quelli più vicini alla sua intensa spiritualità musicale, come Alice, Juri Camisasca, Roberto Cacciapaglia, insieme ai musicisti che per anni lo hanno accompagnato nei concerti e nelle registrazioni in studio, come Carlo Guaitoli e Angelo Privitera, o altri cari amici come Luca Madonia. E poi tanti altri artisti con i quali Battiato ha collaborato nella sua lunghissima e straordinaria carriera fino alle proposte delle ultime generazioni come Giovanni Caccamo e Colapesce Dimartino, oltre a espressioni indie e ad alcuni big assoluti come Angelo Branduardi, Eugenio Finardi, Carmen Consoli, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia. Invito al viaggio unirà figure del mondo della musica, del cinema, della cultura in una serata che si preannuncia carica di emozioni.

Sul palco, l’orchestra della Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti, con Carlo Guaitoli alla direzione e pianoforte, Angelo Privitera alle tastiere e programmazione, Osvaldo Di Dio, Antonello D’Urso e Chicco Gussoni alle chitarre, Andrea Torresani al basso, Giordano Colombo alla batteria. Il cast: Alice, Arisa, Baustelle, Sonia Bergamasco, Bluvertigo, Angelo Branduardi, Umberto Broccoli, Vasco Brondi, Brunori Sas, Paolo Buonvino, Juri Camisasca, Giovanni Caccamo, Roberto Cacciapaglia, ColapesceDimartino, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Diodato, Emma, Eugenio Finardi, Max Gazzè, Fabrizio Gifuni, Mario Incudine, Luca Madonia, Fiorella Mannoia, Mahmood, Gianni Maroccolo con Andrea Chimenti, Antonio Aiazzi e Beppe Brotto, Morgan, Nabil Bey, Gianna Nannini, Manet Raghunath, Danilo Rossi, Saturnino, Subsonica, Paola Turci. “Molto del repertorio – si fa sapere nelle note di presentazione – sarà eseguito seguendo gli arrangiamenti originali, su timbriche e sfumature che vogliono rispecchiare tutto il percorso musicale di Battiato. Un’intenzione che si rifletterà nel dettaglio di ogni momento, come se fosse un concerto del Maestro.

Non soltanto canzoni, quindi, ma anche suite e momenti puramente orchestrali, in una sorta di testimonianza in movimento”. Per tornare a Diodato, c’ìè da ricordare che non si tratta della prima volta per lui intonare canzoni di Battiato. L’anno scorso, nel pieno dell’angosciosa prima ondata di pandemia, il musicista tarantino diede prova di una rara intensità interpretativa cantando “La cura” negli studi di “Che tempo che fa,” ospite di Fabio Fazio. La voce di Antonio e la chitarra: l’emozionante dono all’Italia ferita mentre sullo sfondo scorrevano immagini che entreranno nella storia di questo Paese: i volti tumefatti di medici e infermieri, gli italiani ai balconi a sventolare il tricolore, storia di straordinaria solidarietà. E chissà che non sia proprio Diodato il 21 settembre a cantare quella che è diventata un inno all’amore, una delle più belle canzoni mai scritte.

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