03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00


L'ex Ilva di Taranto

Giornata calda su un doppio fronte per Acciaierie d’Italia. Oggi 20 luglio, la vicenda Ilva torna nelle aule giudiziarie, davanti al Tar del Lazio. Mentre, dall’altra parte, sindacati e lavortori tornano a scioperare a Taranto e negli altri siti industriali italiani di Acciaierie d’Italia. Il ricorso davanti ai giudici amministrativi si discuterà in camera di consiglio. Acciaierie d’Italia ha impugnato il decreto del ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, chiedendone la sospensiva.

L’azienda, a quanto pare, aveva anche chiesto un provvedimento monocratico in via urgente al Tar Lazio che ha rinviato il caso alla trattazione collegiale. In attesa della decisione del tribunale amministrativo, Acciaierie d’Italia non ha fermato la batteria 12. Il decreto del ministro Cingolani disponeva lo stop della batteria 12 in assenza degli interventi di adeguamento previsti entro il 30 giugno scorso per assicurare l’abbattimento delle polveri. La fermata doveva avvenire dal 1° luglio. La società formata da Invitalia e ArcelorMittal ha impugnato il decreto sostenendo, fra l’altro, che i giorni fissati per fermare la batteria 12 non sono sufficienti in quanto occorrono tempi più lunghi. Inoltre, è la tesi dell’azienda, il fermo dell’impianto causerebbe un danno produttivo perchè ridurrebbe sensibilmente la produzione di coke necessaria per l’alimentazione degli altiforni. e le emissioni inquinanti resterebbero invariate tra batteria 12 così come è attualmente e a interventi Aia ultimati.

Davanti al Tar Lazio, a chiedere la conferma del decreto del ministro Cingolani, ci sarà anche l’associazione ambientalista Peacelink. L’associazione tarantina presieduta da Alessandro Marescotti ha presentato un ricorso perché venga confermato il decreto Cingolani. Non è la prima volta che l’azienda siderurgica impugna i provvedimenti del Governo. È accaduto anche nei mesi scorsi, quando Acciaierie d’Italia non era stata ancora costituita e a presentare ricorso, anche in quella circostanza davanti al Tar Lazio, contro un decreto del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è stata ArcelorMittal. Il decreto riguardava in quel caso le prescrizioni per la copertura dei nastri trasportatori delle materie prime per la produzione. Questa volta, invece, il Tar Lazio è chiamato ad esprimersi sulla fermata della batteria 12. La decisione relativa alla sospensiva potrebbe arrivare nella giornata odierna.

Oggi 20 luglio è anche la giornata dello sciopero di 24 ore indetto da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil sia per questioni riguardanti la manutenzione degli impianti dello stabilimento tarantino sia per questioni di carattere economico. Questa mattina alle 8, davanti alla Prefettura di Taranto, si terrà anche un presidio dei lavoratori dello stabilimento di Acciaierie d’Italia indetto dai sindacati metalmeccanici confederali. Inoltre, domani 21 luglio (notizia battuta da alcune agenzie) è in programma l’assemblea degli azionisti per la nomina dei componenti del cda. Nei giorni scorsi, è scoppiato il presunto caso di incompatibilità del consigliere designato di Acciaierie d’Italia Carlo Mapelli, indicato da Invitalia. Mapelli, secondo quanto riporta l’Adnkronos, riveste la carica di consigliere in due società, in Jsw Steel Italy Piombino e in Piombino Logistics spa. Comunque, il diretto interessato ha risposto al legale di Invitalia smentendo le presunte incompatibilità: “In merito al mio incarico come consigliere di amministrazione di JSW Italia e società controllate, Le comunico che tale impresa siderurgica non opera nel settore dei prodotti piani (coils e lamiere) né dei tubi ma trasforma solo semilavorati in acciaio per rotaie, vergella e barre (prodotti lunghi). Dato che quindi non si tratta in alcuna misura di un concorrente di Acciaierie d’Italia (neppure sotto il profilo di acquisizione della materia prima, perché non vi è alcuna acciaieria a ciclo integrato) il mio incarico non risulta incompatibile e non ho alcuna intenzione di rinunciarvi”.

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