02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 17:57:00

Cronaca News

«Patto per il buon lavoro nel mondo del turismo»

foto di Turisti a Taranto
Turisti a Taranto

«Un patto per il buon lavoro nel mondo del turismo». Questa la chiamata alla collaborazione che viene da “Maestranze”, l’evento sul turismo organizzato da Filcams Cgil Taranto a Grottaglie, il 14 luglio scorso, al quale hanno partecipato, a parte i sindacalisti Paola Fresi, segretaria generale di categoria, Daniele Simon, componente della segreteria e Giovanni D’Arcangelo, segretario confederale, anche Rocky Malatesta, presidente del Consorzio di gestione di Torre Guaceto, Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie, Barbara Neglia, presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo Puglia e alcuni lavoratori del settore. Un’azione comune, un tavolo concertativo, che possa vedere la partecipazione del mondo del lavoro, delle imprese, della formazione e dei policy maker.

Quello che è mancato in questi anni, come emerge dagli interventi che si sono susseguiti durante l’evento, è la possibilità di un confronto strutturato tra i diversi attori del mondo del turismo, a cominciare da un nuovo rapporto tra la scuola, le imprese e il lavoro. «Se il turismo significa mettere in evidenza la bellezza del territorio – spiega Daniele Simon, componente di segreteria della Filcams Cgil Taranto, – le strategie di sviluppo non possono essere lasciate al caso. E questo significa aprire una discussione sistematica con tutti coloro che hanno un ruolo in questo settore, i cui successi, lo ricordiamo, ricadono su tutti gli altri ambiti economici e di sviluppo, come dimostra in parte anche l’esperienza di Torre Guaceto. Significativa è l’esperienza dei lavoratori del settore, che sono stati artatamente messi in contrapposizione con i percettori del reddito di cittadinanza.

Ricordiamo che le aziende che non trovano lavoratori sono quelle che non pagano o che non regolarizzano i propri dipendenti. Facciamo appello ai rappresentanti delle imprese perché sia avviato al più presto un dialogo». «Fare turismo non è un obbligo, è una scelta. Con il turismo non si produce un bene primario, si produce svago, relazioni umane – commenta infine Giovanni D’Arcangelo – Si scoprono bellezze paesaggistiche e luoghi rurali. Noi abbiamo un patrimonio paesaggistico e culturale che deve continuare a farci scegliere di fare turismo. E dobbiamo farlo nella consapevolezza che c’è una competitività di fondo, con innumerevoli luoghi che possono scegliere al nostro pari di fare turismo. E allora, una volta preso atto che non sarebbe lungimirante puntare sulla quantità e sul taglio dei costi, dobbiamo avere la capacità di puntare all’eccellenza turistica.

Come? Innanzitutto partendo dal lavoro, dalle maestranze, dal contributo formativo che possono dare sul territorio gli istituti alberghieri. Con le imprese, che devono convincersi a ragionare in una logica di insieme tra i territori e tra gli esercenti. Noi come Cgil voglia mo fare la nostra parte e costruire un confronto con il mondo rappresentativo delle imprese, affinché si possano trovare dei campi comuni di confronto per costruire uno sviluppo consapevole e sostenibile per il territorio. Vogliamo fare questo per presentare alle istituzioni locali una proposta condivisa, una strada che porti alla creazione di buona e piena occupazione, di buon lavoro anche per le imprese che rispettano i contratti e le leggi. Perché le istituzioni? Perché gli investimenti pubblici devono essere volti a risolvere almeno parte dei problemi strutturali che ci sono sul territorio, a partire dal trasporto pubblico e della rete stradale che oggi rappresentano un gap evidente per quel buon lavoro di qualità. Gli investimenti del Pnrr (6 miliardi di euro) stanziati per il turismo e la cultura devono servire a risolvere questi problemi, alla rigenerazione urbana dei borghi cittadini e alla valorizzazione del patrimonio culturale».

Sulla proposta emersa nel corso dell’iniziativa organizzata dalla Filcams Cgil, si registra l’intervento di CasaImpresa Taranto. «Plaudiamo alla proposta della Filcams Cgil di Taranto che parla della necessità di avviare un “patto del buon lavoro” – dice Giampiero Laterza, coordinatore settore Turismo CasaImpresa Taranto – Proprio in una riunione dei giorni scorsi, abbiamo introdotto l’argomento, ritenendo indispensabile, in un momento di crisi, la costruzione di un meccanismo, che veda insieme i players del lavoro e le istituzioni, per giungere a percorsi formativi che siano rispondenti alle reali esigenze del momento. CasaImpresa ci sta lavorando: da una parte è già nella fase dello studio delle figure professionali da formare, dall’altra ha avviato un efficace dialogo con le strutture alberghiere e gli enti formativi, mirato ad individuare sblocchi lavorativi per i giovani che portano avanti studi specifici e sono in grado di garantire determinate competenze. Rifiutiamo così la logica dell’improvvisazione che vuole che tutti facciano tutto, ma sposiamo l’ idea di una macchina dell’accoglienza che possa vantare professionalità in grado di rispondere alle richieste dei turisti. Se da un lato condividiamo quanto detto dalla Filcams su questo tema, al contrario riteniamo opportuno prendere posizione su alcune dichiarazioni che consideriamo semplicistiche, riduttive, finanche offensive nei confronti di chi invece opera nel rispetto delle regole. Il riferimento è all’accusa rivolta ad alcuni titolari di strutture ricettive che, a dire del rappresentante del sindacato, non darebbero il giusto compenso ai lavoratori.

Siamo testimoni, come detto già in altre circostanze, di moltissimi imprenditori nel settore del turismo che lavorano nel rispetto delle norme». Una delle esperienze di cui parla Laterza è rappresentata da Mino Palmisano, altro componente di CasaImpresa Taranto: «Sono titolare di ben sei locali a Taranto, con un totale di 150 dipendenti e posso garantire che sono tutti assunti. Al contrario, diventa sempre più difficile trovare lavoratori, in quanto bisogna puntualmente combattere con reddito di cittadinanza, indennità di disoccupazione e cassa integrazione. Ci troviamo di fronte a chi arriva ad imporre un orario lavorativo e, in caso di risposta negativa, risponde che sta bene a casa con gli ammortizzatori sociali, autoescludendosi dal mondo del lavoro. Altro punto cruciale quello della formazione: in passato spesso ci siamo ritrovati a formare da zero giovani senza alcuna competenza. Ben venga questa attenzione che parte dall’indagine delle professionalità di cui c’è bisogno per passare poi al concreto, e dunque ai corsi veri e propri per Il sindacato: «Con il mondo rappresentativo delle imprese vogliamo trovare dei campi comuni di confronto per costruire uno sviluppo consapevole e sostenibile per il territorio» il conseguente inserimento nel ciclo del lavoro. Il mondo del lavoro cambia spesso, ed il comparto del turismo non fa eccezione. Per questo motivo, diventa essenziale programmare una formazione mirata».

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