28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 09:59:00

Cronaca News

Truffa all’Asl di Taranto, sigilli a beni e conti bancari


La Asl di Taranto

Una truffa ai danni dell’Asl di Taranto è stata scoperta dai Nas che hanno sequestrato beni mobili e immobili e conti correnti per un valore complessivo di oltre 237mila euro. L’operazione è scattata nella mattinata di martedì 20 luglio. I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Taranto, come si legge in un comunicato, hanno eseguito un’ordinanza con la quale il gip del Tribunale di Taranto, Benedetto Ruberto, su richiesta del sostituto procuratore della Procura di Taranto Antonio Natale, ha disposto l’applicazione di una misura cautelare interdittiva, per dodici mesi, nei confronti del legale rappresentante della “Cooperativa Nuova Luce arl” che gestisce alcune strutture socio-sanitarie per conto della Asl di Taranto, I reati contestati sono quelli di truffa aggravata e continuata e tentata truffa.

La meticolosa attività d’indagine, è scaturita da una segnalazione dell’Azienda sanitaria locale di Taranto ai Carabinieri del Nas. L’input si è rivelato prezioso in quanto ha permesso di individuare una truffa perpetrata ai danni della stessa Asl. L’azienda sanitaria, secondo gli investigatori, è stata vittima di artifizi e raggiri che l’hanno indotta ad elargire un ingiusto profitto, consistente nell’ottenere il pagamento di 237.672,17 euro quale corrispettivo di prestazioni “mai eseguite” per l’assistenza a favore di soggetti con diverse tipologie di disabilità. In tale modo, la Asl di Taranto, indotta in errore, ha provveduto alla liquidazione della somma quantificata dagli investigatori. La cooperativa, inoltre, nel prosieguo della sua attività imprenditoriale con la Asl di Taranto, avrebbe messo in atto, secondo l’accusa, un altro “tentativo di truffa” – sempre in danno dell’azienda sanitaria – chiedendo il pagamento di 245.132,79 euro per altre analoghe prestazioni di fatto “mai effettuate” da quanto accertato dai carabinieri del Nas.

Lo sviluppo dell’attività investigativa, svolta anche tramite accertamenti bancari e patrimoniali, ha consentito di individuare i conti correnti bancari dove sono stati versati gli emolumenti percepiti impropriamente sia dalla Soc. Coop. sia dal suo Presidente e legale responsabile. I Carabinieri del Nas hanno eseguito anche il decreto di sequestro di tutti i conti correnti bancari e postali, depositi al risparmio, dossier, titoli e cassette di sicurezza, nonché del denaro contante, dei beni mobili ed immobili, delle quote di società, delle aziende e di ogni altro bene suscettibile di valutazione finanziaria intestate alla società cooperativa nonché all’indagato, ubicati a Taranto e in provincia, fino a concorrenza del complessivo valore di 237.672,17, euro inerenti alla liquidazione di prestazioni “mai eseguite”, sempre da quanto appurato dagli investigatori.

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