27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 17:56:00

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Processo Ambiente Svenduto, “corretta” la sentenza

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La lettura della sentenza del Processo Ambiente Svenduto

Tempi supplementari per il processo “Ambiente Svenduto”. Dopo il dispositivo della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Taranto il 31 maggio scorso, il collegio presieduto dal giudice Stefania D’Errico (a latere il togato Fulvia Misserini e sei giudici popolari) è tornato in aula lo scorso 8 luglio in seguito alle numerose richieste avanzate da diversi imputati ma anche da numerose parti civili. Il provvedimento della Corte è sostanzialmente un lungo elenco, contenuto in nove pagine, di correzioni di errori materiali riguardanti i passaggi relativi alla condanna al pagamento in solido, con altri imputati, di provvisionali nei confronti delle numerosissime parti civili costituitesi in giudizio. In sintesi, diversi imputati si sono visti comminare la condanna al pagamento di provvisionali, in solido con altri imputati, per ipotesi di reato diverse da quelle per le quali sono stati condannati. Da qui le richieste e le correzioni disposte dalla stessa Corte.

Mentre, riguardo alle istanze delle parti civili, fra l’altro, la Corte d’Assise ha considerato “mero errore materiale, quindi emendabile, l’omessa indicazione della conferma del sequestro conservativo disposto su istanza delle parti civili Angelo Fornaro, Vincenzo Fornaro e Vittorio Domenico Fornaro”. Quindi il sequestro chiesto dagli allevatori è stato confermato. Il processo Ambiente Svenduto, contro i vertici dello stabilimento siderurgico della gestione Riva, si è concluso con una serie di condanne molto pesanti, dai 20 ai 22 anni, sostanzialmente quelle chieste dall’accusa, nei confronti dei fratelli Fabio e Nicola Riva, del direttore generale dell’epoca dello stabilimento Luigi Capogrosso, dell’addetto alle pubbliche relazioni Girolamo Archinà, oltre che di vari personaggi politici di spicco del panorama pugliese come l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (3 anni e mezzo la condanna).

Unico assolto degli ex vertici il prefetto Bruno Ferrante. Sotto accusa erano complessivamente 44 persone fisiche e 3 società. Le motivazioni saranno depositate forse a fine anno e dopo gli imputati potranno presentare appello. Anche al termine dell’udienza preliminare alcuni errori materiali relativi all’assenza dei nomi dei difensori di alcuni imputati, a dicembre 2015, hanno determinato i “supplementari” dell’udienza preliminare conclusa cinque mesi prima. Il presidente della Corte d’Assise, che all’epoca era Michele Petrangelo, è stato costretto rimandare il fascicolo al gup. Dopo la riformulazione del decreto di rinvio a giudizio, il dibattimento di “Ambiente Svenduto” è ripartito a maggio 2016 . Per concludersi a fine maggio 2021. Anche in questo caso con i “supplementari”conclusi con la decisione della Corte d’Assise di Taranto. Almeno per il momento, poichè in Cassazione pendono i ricorsi di altri imputati per le provvisionali contenute nel dispositivo.

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