30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 18:37:00

Cronaca News

Il Tar Lazio ad Acciaierie d’Italia: batteria 12 da fermare

A novembre la decisione definitiva dei giudici amministrativi di primo grado

L’ex Ilva, oggi Acciaierie d'italia
L’ex Ilva, oggi Acciaierie d'Italia

La batteria 12 del Siderurgico di Taranto (ex Ilva) va fermata. Il Tar Lazio ha accolto solo parzialmente il ricorso di Acciaierie d’Italia, rinviando la decisione definitiva all’udienza di merito del 24 novembre prossimo. Ma ha confermato l’obbligo per l’azienda di mettere fuori produzione l’impianto.

La Seconda Sezione ha depositato il 21 luglio un’ordinanza di 9 pagine in cui scrive che “in parziale accoglimento della domanda cautelare, dispone l’obbligo per il Ministero di concludere il riesame dell’istanza della parte ricorrente nei limiti di cui in parte motiva e, nelle more del riesame, l’obbligo per il Gestore di proseguire la messa fuori produzione della batteria nr.12”.

Il ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani a giugno scorso ha emesso un decreto col quale ha imposto all’azienda di fermare la batteria 12 delle cokerie dal primo luglio scorso poiché non aveva terminato gli interventi di messa a norma entro il termine del 30 giugno.

Riguardo alle ragioni del rigetto delle richieste di Acciaierie d’Italia, scrivono i giudici amministrativi: “Non risultano allegati in atti elementi di fatto (organizzativi, produttivi, logistici o comunque) di forza maggiore, diversi ed ulteriori dalla generica invocazione delle restrizioni derivanti dalle misure anti – COVID, che giustifichino non solo il mancato rispetto del termine del 30 giugno 2021, ma anche la circostanza che la relativa richiesta di proroga sia stata presentata solo a ridosso della suddetta scadenza (la domanda è del 4 maggio 2021) con una tempistica tale da rendere oggettivamente impossibile la individuazione di misure alternative”.

I giudici amministrativi evidenziano, inoltre, che “non sono allegate, nel presente giudizio, circostanze di pregiudizio irreparabile tali da giustificare sul punto l’accoglimento della misura cautelare, essendo prospettate solamente conseguenze di ordine produttivo in maniera generica e non adeguatamente comprovata”.

 

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