05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 10:57:00

Cronaca News

Mons. Santoro: “L’Italia ha un debito con Taranto”

foto di Monsignor Filippo Santoro col presidente del Consiglio regionale della Puglia Loredana Capone
Monsignor Filippo Santoro col presidente del Consiglio regionale della Puglia Loredana Capone

Si è tenuto mercoledì 21 luglio, nell’aula consiliare del Consiglio regionale della Puglia, alla presenza dell’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, l’incontro “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro #tuttoèconnesso”. Con questa iniziativa entra nel vivo la preparazione della 49° Settimana sociale dei cattolici italiani, in programma a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021, che punterà i riflettori sul rapporto tra ecologia ed economia, tra ambiente e lavoro, tra crisi ambientale e crisi sociale, nella consapevolezza che non ci sono due crisi separate bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Si tratta di un evento triennale della Chiesa Cattolica italiana, nato nel 1907 ad opera dell’economista Giuseppe Toniolo, che ha lo scopo di approfondire, attraverso relazioni e discussioni in forma laboratoriale, tematiche sociali di rilievo per la vita odierna. In Puglia la settimana sociale dei cattolici italiani si è svolta solo una volta, a Bari, nel 1958.

“Non si può usare e depredare un territorio -è la considerazione di monsignor Filippo Santoro – impedendo che produca frutti per il futuro. Bisogna ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri. La transizione ecologica è possibile solo attraverso una transizione culturale, che superi il paradigma tecnocratico e promuova un nuovo umanesimo. Poi l’appello alla politica: “La politica deve guidare l’economia non farsi guidare, altrimenti il profitto continuerà a prendere il sopravvento su tutto il resto. Ha detto bene Papa Francesco, quando non si impara a fermarsi ad ammirare e apprezzare il bello non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso. Dobbiamo educare alla bellezza. L’Italia ha nei confronti di Taranto un debito ecologico e sociale. Il pronunciamento del Consiglio di Stato ci dice che non possiamo mandare alla giustizia ciò che è compito della politica”.

L’incontro si è svolto alla presenza di don Antonio Panico, preside Lumsa Taranto, don Matteo Martire, segretario della Commissione regionale per i problemi sociali della Conferenza Episcopale Pugliese e ha visto la partecipazione del Prefetto di Taranto Demetrio Martino e di Bari Antonia Bellomo, dell’assessore Sebastiano Leo, della consigliera Debora Ciliento, dei consiglieri Gianfranco Lopane, Alessandro Leoci, Donato Metallo, Massimiliano Stellato, Vincenzo Di Gregorio e Gianni De Blasi. “Per la nostra regione e per Taranto – ha detto la Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone – è una grande opportunità ospitare la 49esima settimana sociale dei cattolici italiani. E sono felice e onorata che monsignor Santoro abbia scelto di preparare l’iniziativa proprio qui, nell’aula consiliare del Consiglio regionale, con tutte e tutti noi, ma voglio ringraziarlo al di là di oggi, per l’impegno quotidiano in difesa della città e dei cittadini di Taranto dalle aggressioni ambientali.

Il suo appello a chi governa il presente e il futuro dell’ex Ilva è un monito costante a tenere conto della salute delle persone e del fatto che il lavoro non può essere scisso nè dalla salute nè dall’ambiente. Come dice Papa Francesco “siamo compenetrati dalla natura” e tutto ciò che accade attorno a noi ci riguarda e deve vedere il nostro impegno. Per questa ragione oggi siamo qui, insieme, nella stessa Aula in cui abbiamo approvato all’unanimità la mozione per indirizzare i fondi del Piano nazionale per la Ripresa e la Resilienza verso uno sviluppo sostenibile, che tenga conto dell’ambiente localizzando gli interventi lì dove più servono, e Taranto rappresenta evidentemente un’emergenza. Ma ciascuna e ciascuno di noi può fare la differenza nel suo piccolo, ogni giorno, per proteggere la natura, a partire dall’evitare lo spreco dell’acqua, l’incuria delle nostre campagne talvolta sommerse dai rifiuti, combattere gli incendi che distruggono la nostra terra ettaro dopo ettaro. Azioni quotidiane che richiedono un grande piano istituzionale ma anche rispetto e senso di responsabilità individuale”.

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