20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

Cronaca News

Acciaierie d’Italia, ok al bilancio e al nuovo cda

foto di Franco Bernabè
Franco Bernabè

Da mercoledì sera Franco Bernabè è il nuovo presidente di Acciaierie d’Italia. L’assemblea dei soci, riunitasi in prima convocazione, mercoledì sera ha dato l’ok al bilancio 2020 di Acciaierie d’Italia holding Spa, chiuso con un utile netto di circa euro 4 milioni e zero debiti finanziari.

L’assemblea ha inoltre nominato il nuovo consiglio di amministrazione con mandato fino all’approvazione del bilancio d’esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2022. In quota ArcelorMittal sono stati nominati Lucia Morselli, Kristian Notebaert e Ondra Otradovec, in quota Invitalia Franco Bernabè, Francesco Cao e Carlo Mapelli. L’assemblea ha nominato anche i componenti del collegio sindacale, il presidente Franco Dalla Sega e dei sindaci effettivi Luigi Giancaspero e Roberto Spada. Il cda di Acciaierie d’Italia ha nominato come presidente Bernabè, ex amministratore delegato di Eni e Telecom e l’amministratore delegato Lucia Morselli. Il cda ha provveduto a costituire il Comitato Parti Correlate composto dai consiglieri Carlo Mapelli e Ondra Otradovec e presieduto da Bernabè. I Invitalia è entrata nella holding lo scorso aprile per conto dello Stato con un versamento di 400 milioni. Il partner pubblico detiene il 38 per cento del capitale e il 50 per cento dei diritti di voto. I nuovi organi societari sono stati nominati il 21 luglio, giorno in cui il Tar Lazio ha emesso l’ordinanza che impone alla società siderurgica la fermata della batteria 12 dello stabilimento di Traanto e al Ministero per la Transizione Ecologica il riesame del provvedimento impugnato.

La decisione del Tar del Lazio, sostiene Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione PeaceLink costituitasi “ad opponendum”, “ci dà sostanzialmente ragione, la batteria 12 dell’ex Ilva va fermata”. Si tratta, continua Marescotti, “di un importante risultato ottenuto con la mobilitazione dei cittadini che hanno incalzato il Ministero della Transizione Ecologica. Fin dall’inizio abbiamo chiesto infatti il rispetto della legge e delle scadenze del piano ambientale. La cittadinanza attiva oggi vince contro le pretese dell’azienda di continuare a produrre nonostante tutto, nonostante la grave situazione sanitaria dovuta all’inquinamento”.

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