20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

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Un incontro a Crispiano sul progetto Callis Sancti Michaelis

foto di Il Palazzo di città di Crispiano
Il Palazzo di città di Crispiano

CRISPIANO – Callis Sancti Michaelis – sentieri micaelici e antichi itinerari nel territorio di Crispiano. E’ un progetto nato dal territorio e per il territorio, Con il patrocinio del Comune di Crispiano mercoledì scorso nella sala consiliare sono intervenuti sul tema il sindaco Luca Lopomo, l’assessore alla Cultura del Comune di Statte, Deborah Artuso, l’assessore alla Cultura del Comune di Crispiano, Aurora Bagnalasta, il consigliere delegato al Turismo del Comune di Crispiano, Monica Taurino, don Francesco Simone, direttore dell’ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Taranto, direttore del museo diocesano di Taranto (Mudi) e parroco della Chiesa San Michele Arcangelo di San Simone, lo storico Giorgio Sonnante e Marcello Carrozzo, guida ambientale escursionistica.

Il territorio di Crispiano si conferma meta prediletta del turismo esperienziale e naturalistico. Dopo l’affermazione della Rotta dei due Mari (da Polignano a mare a Taranto) e della Via Ellenica (da Brindisi a Matera), entrambi cammini laici, si concretizza la proposta spirituale con la riscoperta di antiche vie e sentieri legati al culto di San Michele Arcangelo. Crispiano è da secoli terra di transito, un crocevia importante di antiche vie pubbliche ed erbose attraversate da mercanti pastori e pellegrini. Il pellegrinaggio verso i luoghi di culto ha da sempre rappresentato un momento di riavvicinamento al creato e al suo creatore risvegliando le coscienze da quel torpore che imbriglia la nostra parte animica. Nella stessa enciclica Laudato sí, Papa Francesco pone attenzione sulla crisi ambientale della Terra e la crisi sociale dell’umanità: “neppure il progresso tecnologico più prodigioso può ristabilire quell’autentica connessione fra uomo e natura se non si applica un’ecologia integrale”.

I sentieri si articolano in aree naturalistiche, prevalentemente private e incontaminate, antropizzate fin dalla preistoria e che hanno visto il susseguirsi di numerose civiltà che hanno lasciato il segno indelebile del loro passaggio. Dai Longobardi abbiamo ricevuto l’eredità del culto micaelico che per secoli ha sovrainteso sulla vita di uomini e donne che con il loro duro lavoro hanno raccolto i frutti di una terra prospera e feconda. Luoghi di contemplazione e silenzio, luoghi d’incontro di due antiche comunità. Statte e Crispiano proseguono da secoli, nel ricordo dei padri, quest’antica tradizione spirituale ancora tangibile.

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