25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 11:59:00

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Pilato & Co., c’è anche Taranto alle Olimpiadi

foto di Benedetta Pilato
Benedetta Pilato

Comunque, saranno una pagina di storia dello sport, e non solo. Si aprono i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, e non è un errore di stampa anche se siamo nel 2021. La pandemia Covid che ha sconvolto il mondo ha fatto slittare le Olimpiadi di dodici mesi rispetto a quanto previsto, ma come per gli Europei di calcio si è lasciato il Venti Venti.

Giochi storici, Giochi senza precedenti: a porte chiuse, con una popolazione ospitante, quella giapponese, che non guarda con favore alla manifestazione, nel timore di focolai e nuovi contagi, visto anche che nel Sol Levante le vaccinazioni vanno a rilento. Giochi che, in ogni caso, non dimenticheremo. E, possiamo dirlo, Giochi che vedranno anche Taranto ed il suo territorio tra i protagonisti, grazie ad atleti di eccezionale livello che da questo angolo di Sud sono arrivati sino al momento più importante per uno sportivo. Le Olimpiadi di Tokyo in programma da oggi 23 luglio all’8 agosto, si svolgeranno senza spettatori a causa della ripresa dei contagi da coronavirus nella capitale giapponese. Lo ha annunciato il ministro nipponico per le Olimpiadi, Tamayo Marukawa, dopo averne discusso con gli organizzatori, riferisce l’agenzia stampa Kyodo. In precedenza si prevedeva di accogliere solo un numero limitato di spettatori. Ora questa ipotesi è stata abbandonata dopo che il governo giapponese ha posto Tokyo in stato di emergenza fino al 22 agosto per motivi sanitari. Quattordici gli atleti pugliesi che voleranno in Giappone.

Tra loro i tarantini Mauro De Filippis, Benedetta Pilato, Silvia Semeraro, Antonella Palmisano: tutti sono in predicato di grandi prestazioni. Un uomo e tre donne in una edizione olimpica che segna un riequilibrio di genere. Sugli 11.283 atleti partecipanti, 5.396 sono donne e 5.887 uomini, con una percentuale di 48 a 52. E’ il frutto delle quote imposte dal Cio, certo, ma visto che in molte discipline per qualificarsi servono i tempi, è anche il risultato di una crescita generale, e in alcune nazioni di vera e propria emancipazione. Ancora piu’ avanti è il canottaggio, dove una donna dà il tempo agli uomini: Tokyo è la prima Olimpiade in cui non ci sono restrizioni di genere sessuale per i timonieri degli equipaggi a otto, e l’olandese Eline Berger determinerà la vogata del suo equipaggio maschile. Intanto però si registra il record di contagi di coronavirus ieri a Tokyo, in Giappone.

Alla vigilia dell’apertura delle Olimpiadi, si è registrato il numero più alto di nuovi casi covid degli ultimi sei mesi. Lo riferiscono le autorità sanitarie locali parlando di 1.979 positivi nelle ultime 24 ore, il dato più alto da gennaio. Si tratta di un aumento di oltre 600 contagi rispetto alla scorsa settimana e di 147 casi rispetto alle 24 ore precedenti. Dei nuovi casi, undici riguardano atleti giunti a Tokyo per partecipare alle Olimpiadi. “Saranno due settimane complicate, difficili, ma mi sento di dire anche belle. Spero che ognuno di noi possa ricordarle e dire ‘io c’ero’”. Lo ha detto il presidente del Coni Giovanni Malago’, nel corso del soft opening di Casa Italia a Tokyo.

“Non conoscevo Casa Italia, l’avevo vista molto tempo fa per un’Assemblea, ma non così personalizzata. Diego Nepi qui è il vero padrone di casa e ancora una volta aver dato fiducia a Diego e alla sua squadra sia stata una scelta vincente. Noi abbiamo dato il nostro tocco e stile italiano. Noi siamo così volenterosi e desiderosi è dovuto al fatto che abbiamo precisi accordi e contratti con questa formidabile lista di aziende che hanno dato fiducia al Comitato Olimpico Italiano e a Italia Team da molto tempo e fortunatamente lo continuano a dare per altri anni. Credo che in considerazione delle formidabili restrizioni che stiamo vivendo, avere Casa Italia credo sia veramente un valore aggiunto”, ha aggiunto il numero uno del Coni. “Non ci potranno essere quelle situazioni che conoscete, si è fatto il massimo per consentire di fare una attività Corporate fondamentale e sviluppare al massimo i rapporti con le Nazioni, anche in considerazione di Milano-Cortina. Buon lavoro a tutti, viva Casa Italia, evviva il Coni, evviva lo sport italiano’”, ha concluso Malagò. Intanto Kentaro Kobayashi, direttore della cerimonia di apertura è stato rimosso dal suo incarico a seguito di notizie sui suoi commenti passati sull’Olocausto.

Lo ha annunciato il Comi tato organizzatore di Tokyo. I rapporti sui commenti di Kobayashi hanno rapidamente attirato critiche, anche da parte del Simon Wiesenthal Center, che ha condannato quelle che ha definito barzellette antisemite di Kobayashi. Secondo i resoconti dei media giapponesi, Kobayashi ha fatto riferimento all’omicidio di massa di 6 milioni di ebrei da parte dei nazisti in una sceneggiatura per il suo atto comico nel 1998 dicendo: “Giochiamo all’Olocausto”. “Qualsiasi persona, per quanto creativa, non ha il diritto di deridere le vittime del genocidio nazista. Il regime nazista gasò anche i tedeschi disabili. Qualsiasi associazione di questa persona alle Olimpiadi di Tokyo insulterebbe la memoria di 6 milioni di ebrei e sarebbe una crudele presa in giro delle Paralimpiadi”, ha dichiarato il rabbino Abraham Cooper, Decano Associato della SWC e Direttore dell’Azione Sociale Globale.

UNA STAFFETTA PER VINCERE IL PREGIUDIZIO SULLA DISABILITÀ
Due atleti paraolimpici jonici tagliano insieme il traguardo in piazza Immacolata e che poi si stringono la mano felici nelle loro handbike rasoterra, perché questa gara l’obiettivo è vincere insieme il pregiudizio sulla disabilità e la lotta contro ogni forma di pregiudizio e di esclusione. È arrivata in piazza Immacolata a Taranto “Obiettivo Tricolore”, la grande staffetta del progetto “Obiettivo3” voluto da Alex Zanardi: vi partecipano, per tre settimane, 65 atleti paralimpici impegnati lungo 54 tappe in 18 regioni! Proveniente da Matera, quella di Taranto è stata l’unica tappa pugliese: dopo una sosta di un giorno, infatti, la staffetta riprenderà il suo percorso verso la Calabria, in direzione del traguardo finale di Catania. A Taranto il traguardo è stato tagliato da due atleti paralimpici pugliesi: il laertino Stefano Saccomanni e il tarantino Leonardo Percoco che da anni si allena in Trentino; secondo il programma da Matera era partito Saccomanni che poi nella sua Laterza avrebbe dovuto passare il testimone della staffetta a Percoco e fermarsi, ma poi ha preferito accompagnare l’amico fino al traguardo di Taranto.

Durante l’intero percorso i due atleti sono stati “scortati” da un team di quattro ciclisti di “Anmil Sport Italia” guidato dal Vicepresidente nazionale Anmil, il tarantino Emidio Deandri. All’arrivo in piazza Immacolata a Taranto hanno trovato ad accoglierli Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura e Sport Fabiano Marti, in rappresentanza dell’Amministrazione Melucci da sempre attenta ai temi della disabilità, il Consigliere regionale Enzo Di Gregorio che ha portato il saluto della Regione Puglia, il direttore Inail Puglia Giuseppe Gigante, il Presidente nazionale di “Anmil Sport Italia” Pierino Dainese, e il presidente provinciale Anmil Taranto Giovanni Destratis. La tappa di Taranto è stata fortemente voluta da Anmil Taranto che dopo l’arrivo ha consegnato una targa ricordo ai due atleti paraolimpici e ai responsabili del Progetto “Obiettivo3”. Nella giornata di giovedì 22 luglio in Piazza Immacolata è stato allestito il Villaggio sportivo del progetto, in collaborazione con “Anmil Sport Italia” e asd “Sono e Posso”, per offrire momenti di approfondimento su sport e cultura paralimpica e la possibilità per i disabili di provare le discipline paraolimpiche, candidandosi a far parte del progetto.

I due emozionati atleti paraolimpici Stefano Saccomanni e Leonardo Percoco, dopo aver tagliato il traguardo insieme, hanno dichiarato all’unisono che «con manifestazioni come “Obiettivo3” lo sport paralimpico e gli atleti disabili vogliono continuare a fare sentire la propria voce e rappresentare un esempio concreto per quanti cercano di superare le piccole e grandi sfide della vita: nessun risultato è irraggiungibile se si ha forza di volontà e si è supportati da un team adeguato come quello di Obiettivo3!». «Anmil sta sostenendo questa iniziativa – ha poi detto il Vicepresidente nazionale Anmil Emidio Deandri – perché il Progetto Obiettivo 3 punta a far apprendere e diffondere la pratica sportiva tra i disabili che ancora oggi sono una categoria fortemente penalizzata dagli alti costi e, soprattutto, dalla difficoltà nel comprendere come iniziare. Mentre un normodotato che si avvicina lo sport segue un percorso noto, un disabile per farlo deve invece dotarsi di un ausilio la cui tecnicità è strettamente legata alle capacità residue della persona. Bisogna sostenere i nostri fratelli disabili anche nel loro sacrosanto diritto a praticare una qualsiasi disciplina paralimpica».

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