18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:26:00

foto di Sant'Anna
Sant'Anna

Il prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica settimanale, incentra il suo intervento sulla devozione dei tarantini per Sant’Anna e San Gioacchino, genitori della Madonna e nonni di Gesù, e sul culto dei tarantini per Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti. Questi i santi della settimana: Giacomo il Maggiore, Anna, Pantaleone, Nazario e Celso, Marta, Leopoldo e Ignazio. Questa settimana la Chiesa venera la Madonna sotto i titoli di: Madonna del Buon Incontro, della Speranza, del Mirteto, della Vita e dei Laghi.

Questi i detti della settimana: “Il marito avaro a nessuna donna è caro”, “Se non ti muovi ti mangiano le mosche”, “Tavola piena porta compagni, quella vuota cerca compagni”, “Se vuoi vivere beato non ti piangere il passato”. Questa settimana Giuseppe Cravero ci ricorda che il 30 luglio 1977, dopo sei anni di lavoro, fu inaugurato il lungo Ponte Punta Penna Pizzone che l’anno successivo fu intitolato ad Aldo Moro. Il Ponte fu inaugurato dal sottosegretario ai Lavori Pubblici, on.le Antonio Laforgia. Il Ponte venne a costare 40 miliardi di lire comprensive delle spese per gli espropri dei terreni. E’ lungo circa due mila metri e largo 27 metri e mezzo e alto 45 metri.

Queste le effemeridi di Antonio Fornaro: il 28 luglio 1621 muore il poeta tarantino Cataldantonio Mannarino. Il 29 luglio 1923 viene varato dai Cantieri Tosi il piroscafo Principessa Maria. Questi gli approfondimenti di Fornaro. Sant’Ignazio di Loyola fu il fondatore dei Gesuiti conosciuti come “Compagnia di Gesù”. Fu autore degli “Esercizi spirituali”, fu fedele alla Chiesa e al Papa e morì a Roma all’età di 65 anni il 31 luglio 1556. E’ il santo patrono dei militari. Papa Francesco appartiene ai Gesuiti. Il nome e il culto di Ignazio a Taranto sono stati diffusi dai Gesuiti che per secoli hanno operato nel Santuario della Madonna della Salute. Al loro santo fondatore è dedicata nello stesso santuario la prima cappella a sinistra. Quando i Gesuiti operavano nel santuario della Madonna della Salute il 31 luglio i fedeli ricevevano l’acqua benedetta e miracolosa del Santo. Inoltre il 31 luglio i gesuiti trovavano sotto il piatto a pranzo la lettera di eventuale trasferimento in altra residenza che dovevano raggiungere entro le successive 24 ore. Quest’anno, a causa del covid 19, non ci sarà la tradizionale processione con la statua di Sant’Anna, ma la stessa sarà trasferita privatamente nel cortile adiacente all’oratorio della Chiesa di San Giuseppe in via Garibaldi dove si svolgeranno le cerimonie religiose.

Nel corso di una di queste sarà rilasciato un riconoscimento ai nonni che vi parteciperanno. Contrariamente a quanto i tarantini sapevano, in una delle sue opere storiche su Taranto, Nicola Cippone ci fa sapere che oltre alla storica chiesa di Sant’Anna, nella Città Antica, c’era una seconda chiesa di Sant’Anna che si trovava all’incrocio tra via Mignogna e via Pitagora ed era di proprietà del Marchese Andrea Carducci, residente a Fragagnano. La Chiesa era composta da due vani e confinava a est e sud con via Mignogna e a sud su via Pitagora e si trovava sull’asse di via Pitagora. Alberto Carducci chiese 1.200 lire per la vendita della Chiesa e 650 lire per il successivo abbattimento. Il sig. Turrini, proprietario dell’edificio in via Pitagora, si lamentò del mancato abbattimento della chiesa e il marchese Carducci in una lettera al sindaco, datata 20 luglio 1897, gli rese noto di aver avvertito la custode della chiesa di Sant’Anna di dover uscire dalla casetta attigua alla chiesetta che doveva essere abbattuta per utilità pubblica ed igiene. In altra lettera dell’anno successivo sollecitava il sindaco a versare quanto richiesto perché la famiglia Carducci doveva dividere i suoi beni.

Sant’Anna era sterile e veniva per questo considerata una donna afflitta. Era anche anziana. Il marito Gioacchino, dopo un digiuno di 40 giorni nel deserto, fu raggiunto da un angelo che annunciava la nascita della figlia che fu poi la Madonna. San Gioacchino era un uomo virtuoso e si sposò a Gerusalemme in età avanzata con una vedova di nome Anna. Per molto tempo i due sposi non ebbero figli, ma poi ebbero la gioia di mettere al mondo la Mamma di Gesù. Nel passato San Gioacchino veniva festeggiato il 16 agosto e Sant’Anna il 25 luglio, oggi entrambi sono festeggiati il 26 luglio. Nel passato a Taranto si diceva che “a casa del galantuomo nasceva prima la femmina e poi l’uomo”. Quando la donna partoriva non doveva avere ferretti nei capelli e per evitare le voglie faceva uno scongiuro strofinandosi le natiche per evitare la presenza delle stesse. Per conoscere il sesso del nascituro facevano cuocere insieme maccheroni ed orecchiette. Se bolliva per prima l’orecchietta significava che sarebbe nata una femminuccia. Le donne in attesa dei bimbi portavano l’abitino di Sant’Anna e si svolgeva il rito della rosa artificiale che si apriva al momento del parto.

Infine dobbiamo ricordare che l’attuale chiesa di Sant’Anna in largo Civitanova fu abbattuta nel 1913 e ricostruita nella forma attuale. Sant’Anna viene affiancata dalle statue di San Gioacchino e di Santomobono. Sant’Anna viene festeggiata in diverse città pugliesi e protegge le partorienti, le lavandaie, le ricamatrici, gli orefici, i falegnami, gli ebanisti, i naviganti e gli agonizzanti.

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