22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 17:58:00

Cronaca News

Violenze sui bus Amat, indagati dal gip

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

Ammissioni per telefono, espressioni offensive, il timore di essere “inguaiati” dalle immagini “recenti” delle telecamere a bordo dei mezzi, perchè recuperabili e la paura di parlare per telefono. Le conversazioni intercettate degli 8 autisti Amat indagati sembrano eloquenti degli squallidi episodi di violenze e molestie nei confronti della giovane disabile.

Dal quadro accusatorio emerge una storia ripugnante di autisti che nell’arco di due anni avrebbero ripetutamente approfittato sessualmente e con violenza di una giovane passeggera abituale dei bus Amat, affetta da disagi psichici. Della vicenda diversi soggetti sapevano. Anche un autista che si ergeva a difensore della vittima ma, stando alle accuse, anche lui avrebbe approfittato dell’incapacità della ragazza di respingere molestie e avances. La vicenda emerge dall’ordinanza del gip del Tribunale di Taranto Francesco Maccagnano di divieto di avvicinamento alla vittima e ad alcuni suoi familiari. L’autista invitava i suoi colleghi a rispettare la ragazza ma, stando alle accuse, anche lui avrebbe approfittato di lei. Da quanto riferito ai carabinieri durante le indagini, lui non ha esitato a redarguire i suoi colleghi. Agli investigatori ha raccontato di aver udito frasi offensive nei confronti della vittima. Alla vista della malcapitata, alcuni degli indagati hanno pronunciato frasi del tipo “ecco la scema di turno”.

Poi, però, da quanto emerso dalle indagini, anche lui avrebbe abusato della ragazza in una circostanza. Le violenze sarebbero avvenute bordo di un bus, in fasce orarie in cui sono poco frequentati, soprattutto la sera, al capolinea di Porto Mercantile. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia presentata dalla ragazza ai carabinieri il 19 giugno dello scorso anno. Le testimonianze della malcapitata e del fidanzato che l’ha convinta a recarsi dai militari dell’Arma e le intercettazioni degli indagati hanno consentito agli investigatori e al pm Marzia Castiglia di ricostruire un quadro indiziario “complesso” come lo definisce il gip. Dalle telefonate captate emergono non solo il timore di essere intercettati ma la consapevolezza degli indagati della gravità degli episodi e della situazione psichica della vittima.

“Che poi noi per telefono non stiamo parlando, caso mai stiamo pure sotto…Hai capito? Compà, sono cose serie qua, quella menomata”. Sono le frasi di uno dei soggetti coinvolti nell’indagine. Dalle conversazioni emergerebbe anche il tentativo, per interposta persona, da parte degli indagati di indurre la vittima a ritrattare le dichiarazioni. I destinatari del provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima emesso dal gip potranno fornire la loro versione dei fatti al giudice Maccagnano in occasione degli interrogatori di garanzia fissati per mercoledì 28 luglio. Intanto l’Amat spa, in una nota ha spiegato di aver “appreso dalla stampa circa le gravissime condotte che vedrebbero coinvolti alcuni autisti”.

E che “prenderà tutti i provvedimenti necessari alla propria tutela, continuando ad assicurare il regolare prosieguo delle proprie attività”. “I fatti rappresentati – prosegue la nota dell’azienda – lasciano sgomenti, aggravati dal fatto che sarebbero stati posti in essere durante il servizio pubblico, che, invece, è esercitato quotidianamente dai tanti dipendenti che assicurano il massimo impegno con serietà e senso del dovere”. È presumibile che l’azienda, attraverso i propri legali, attenda di acquisire gli atti ufficiali per avviare un’indagine amministrativa interna. Di solito, in questi casi, viene aperto un procedimento disciplinare che potrebbe prevedere anche la sospensione dal servizio degli indagati, anche perchè soggetti incaricati di pubblico servizio.

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