18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Settembre 2021 alle 23:59:00

Cronaca News

Gli autisti Amat respingono le accuse. Gli interrogatori

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

Hanno respinto tutte le accuse gli autisti Amat indagati per abusi ai danni di una disabile psichica a bordo dei bus. Mercoledì 28 luglio si sono tenuti in Tribunale a Taranto gli interrogatori di garanzia nel corso dei quali gli otto indagati sono comparsi davanti al gip del Tribunale di Taranto Francesco Maccagnano che nei loro confronti ha emesso le ordinanze di divieto di avvicinamento alla vittima (devono tenersi almeno a 70 metri da lei) e ad alcuni familiari. Davanti al giudice delle indagini preliminari alcuni indagati ai sono sottoposti all’interrogatorio, altri hanno reso dichiarazioni spontanee negando tutti gli addebiti e qualcuno ha scelto il silenzio.

«Mai allungato le mani per palpeggiare la ragazza. Mai avuto rapporti sessuali con lei». E’ stata in sintesi la versione dei fatti fornita al giudice dagli accusati per difendersi da gli addebiti. Alcuni degli indagati hanno spiegato di conoscere la ragazza e di aver avuto di frequente dei colloqui con lei quando saliva a bordo degli autobus dell’Amat ma, hanno puntualizzato, non hanno mai abusato di lei in alcun modo o approfittato della sua incapacità di difendersi a causa di problemi psichici. Qualcuno ha riferito anche di avere avuto un rapporto di confidenza ma mai andato oltre i colloqui. Mentre, qualcuno degli indagati si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiararsi estraneo ai fatti. Nel corso del confronto col gip gli indagati sono stati assistiti dai rispettiti difensori fra i quali gli avvocati Alessandra Semeraro, Marino Galeandro, Pasqualino Miraglia, Giorgio Mingolla e Marco Zito. I legali stanno valutando quali azioni intraprendere, se impugnare il provvedimento di fronte al tribunale del Riesame oppure presentare istanza di revoca al gip Maccagnano.

Gli autisti finiti sotto inchiesta sono tarantini, alcuni dei quali residenti in centri della provincia, di età compresa fra i 62 e i 42 anni. I fatti contestati risalgono al periodo 2018-2020. Stando alla ricostruzione degli investigatori basata sulla testimonianza della vittima e sulle intercettazioni, sette autisti (a uno è contestato il tentativo di violenza) avrebbero approfittato della ragazza, soprattutto nelle ore serali, quando i bus sono poco frequentati, parcheggiando i mezzi sotto il cavalcavia nei pressi del porto mercantile, oppure allungando le mani quando a bordo lei rimaneva come unica passeggera. Nei loro confronti il pm Marzia Castiglia aveva chiesto un provvedimento restrittivo più pesante, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il gip Maccagnano, invece, pur riconoscendo la gravità del quadro indiziario ricostruito attraverso le indagini dei Carabinieri, ha ritenuto sufficiente l’adozione del divieto di avvicinamento ai luoghi della vittima quale misura cautelare sufficiente per scongiurare il rischio di inquinamento delle prove oppure di reiterazione del reato. Da quanto si è appreso, gli otto dipendenti sarebbero regolarmente in servizio. L’azienda infatti ha già spiegato di essere venuta a conoscenza di questi episodi solamente dalla stampa, in attesa di atti ufficiali per assumere provvedimenti consequenziali.

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