18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Settembre 2021 alle 23:59:00

Cronaca News

Verde Amico e Cemitaly, le vertenze in Regione

foto di Una delle attività realizzate nell’ambito del progetto Verde Amico
Una delle attività realizzate nell’ambito del progetto Verde Amico

Due vertenze occupazionali all’attenzione della VI Commissione presieduta da Francesco La Notte, che vede interessati i lavoratori del progetto “Verde Amico” e dello stabilimento Cementitaly. Su richiesta del capogruppo dei Popolari con Emiliano, Massimiliano Stellato, sono stati convocati in audizione i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e il presidente della task force regionale per l’occupazione, al fine di velocizzare le procedure che consentano un imminente rientro al lavoro per i 130 lavoratori del progetto “Verde Amico”.

«Una vertenza che si trascina da tempo – ricordano dalla Regione – e coinvolge gli ex dipendenti della ex partecipata della Provincia di Taranto “Isolaverde” che il 24 febbraio scorso hanno visto la scadenza del progetto cofinanziato da risorse messe a disposizione dal Commissario per le bonifiche ambientali, Regione e Comune di Taranto. Finita la naspi, i lavoratori si trovano senza percepire alcun reddito». In rappresentanza della task force è intervenuto Stefano Basile, il quale ha spiegato che «sotto il profilo dell’impegno di spesa Regione e Ministero dell’ambiente finanzieranno la riattivazione del progetto “Verde Amico”.

Allo stato non è possibile avere alcuna certezza in termini di tempistica, considerato che dal momento in cui sarà deliberato l’impegno di spesa ci vorranno dai 40 ai 90 giorni per dare piena esecutività al riassorbimento dei lavoratori. E’ necessario anche rifare il processo di selezione in modo da consentire a tutti gli aventi diritto a fare parte del progetto, in considerazione del fatto che le ultime selezioni risalgono agli anni 2017 e 2018, le cui graduatorie non solo più valide. Nell’ambito dell’attività di istruttoria però si è già ad un buon punto per le procedure selettive. È stato confermato ed avviato il percorso tecnico per il reperimento delle risorse da parte della Regione, adesso però è opportuno ottenere l’impegno di spesa».

Sul punto sono intervenuti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, che chiedono la «massima celerità da parte della Regione per un intervento immediato affinchè i fondi messi a disposizione possano essere utilizzati quanto prima possibile». Hanno insistito sulla «necessità di bruciare i tempi, perchè il livello di sofferenza è già molto alto e l’incertezza sulla tempistica risulta quanto mai insostenibile». Un suggerimento dato è quello di «poter intervenire con un percorso autonomo di formazione e di procedere ad una soluzione integrata con l’assessore al lavoro e formazione Sebastiano Leo ed il responsabile dell’Autorità di gestione dei fondi Pasquale Orlando, per capire i tempi tecnici per la deliberazione». Il Comune di Taranto intervenuto nel corso della seduta, si è detto «pronto ad assecondare qualsiasi richiesta risolutiva per mettere in sicurezza le condizioni reddituali dei lavoratori». Inoltre ha chiarito che «il progetto ha una durata di 36 mesi, ma la parte finanziaria coprirebbe solo 24 mesi». La Commissione ritornerà sulla questione, a seguito di una richiesta di riconvocazione urgente che sarà avanzata dal consigliere Stellato.

L’altra vertenza oggetto di audizione è stata richiesta dai consiglieri di Fratelli d’Italia Renato Perrini e Luigi Caroli, in merito alla necessità di avere urgentemente notizie sul futuro dei lavoratori dello stabilimento Cemitaly di Taranto (ex Cementir). Pertanto, sulla questione era stato convocato l’assessore allo sviluppo economico Alessandro Delli Noci, impossibilitato però a partecipare. Perrini e Caroli hanno evidenziato la «necessità di trovare una soluzione per la ricollocazione dei 51 lavoratori licenziati in modo collettivo, a seguito della ormai sancita cessazione dello stabilimento, decretata il 19 luglio scorso». Per i consiglieri di FdI, «oltre al danno lavorativo è indispensabile pensare anche alla soluzione di risanamento ambientale data la situazione in cui versa l’area». Dalle notizie fornite dalla task force regionale, intervenuta durante la seduta, «la società è in crisi e dalle informazioni in istruttoria del Comitato, pare che non abbia prospettive di rilancio e che non vuole rimanere in attività». Dall’incontro con i sindacati verranno fuori le reali volontà dell’azienda.

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