20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 17:50:00

Cronaca News

Fermate dei reparti di Acciaierie d’Italia, 3.500 in cassa Covid

L'ex Ilva di Taranto
Acciaierie d'Italia

Cominciano da lunedì prossimo 2 agosto le fermate programmate di alcuni impianti dello stabilimento siderugico di Taranto, l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. Fra agosto e settembre sono state calendarizzate dall’azienda le fermate di alcuni reparti per interventi di manutenzione e le ripartenze di impianti attualmente fermi.

Secondo fonti sindacali, il calendario comunicato alle organizzazioni di categoria dei lavoratori scatterà dall’inizio della prossima settimana. Dal 2 all’11 agosto è prevista la fermata del Treno Nastri 2. Sempre il 2 agosto si fermerà il Tubificio Erw, per poi ripartire il prossimo 23 agosto. Per il Laminatoio a freddo Decatreno è prevista la marcia degli impianti dal 2 al 9 agosto e successivamente la fermata per tre settimane. Per la Zincatura 2, invece, la fermata è prevista dal 16 agosto al 6 settembre. La ripartenza del Treno lamiere (Tla) è stata programmata per il prossimo 23 agosto. Infine, il 30 agosto riparte il Laf Decapaggio. Per i lavoratori, fino ad un massimo di 3500 unità giornaliere, da luglio sono già scattate altre 13 settimane di cassa integrazione guadagni ordinaria, la cosiddetta cassa Covid, secondo la proroga chiesta dall’azienda e comunicata alle organizzazioni sindacali. Sulla gestione della cassa integrazione, nelle scorse settimane, si sono registrate le prese di posizione di alcune organizzazioni sindacali, nella fattispecie la Fiom Cgil, che ha lamentato «l’assoluta assenza di trasparenza nella gestione della cassa integrazione». La Fiom ha contestato, fra l’altro, l’assenza di confronto anche sui numeri del personale interessato all’ammortizzatore sociale.

Sul tema delle relazioni industriali è intervenuta in questi giorni anche la Fim Cisl, peraltro attraverso i vertici nazionali, che ha sollecitato l’avvio di «un confronto approfondito» sul piano industriale, col coinvolgimento del sindacato, al fine di individuare le iniziative necessarie per il rilancio dello stabilimento siderurgico di Taranto. Dopo mesi trascorsi in attesa delle sentenze dei tribunali penali e amministrativi, il confronto, sostiene la Fim, adesso non è più rinviabile. Il periodo clou dell’estate, però, non sembra essere un alleato delle richieste delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. Considerando il mese di agosto, non è da escludere che il confronto con Acciaierie d’Italia possa slittare a settembre.

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