21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 08:58:00

Demetrio Martino
Demetrio Martino

LEPORANO – Il prefetto Demetrio Martino ha nominato il commissario prefettizio per il Comune di Leporano. Si tratta del vice prefetto vicario Rosa Maria Padovano. La comunità leporanese è passata, in appena qualche giorno, dalla festosità del programma estivo locale (ben 40 giorni di eventi e iniziative socio-musico-culturali) messo in sesto dall’Amministrazione comunale retta da Vincenzo Damiano & C, alle dimissioni in blocco di ben 7 consiglieri comunali eletti nella tornata di appena due anni fa. Risultato finale: sindaco abbattuto (mancanza di numero legale per la sussistenza stessa del Consiglio comunale), tutti a casa gli eletti, sindaco compreso, commissario prefettizio alla guida del paese.

Eppure, stando almeno alle apparenze esterne e visti i risultati sin qui ottenuti, l’oramai ex maggioranza di governo a Leporano, sembrava rigare diritto per la sua strada. Ma, evidentemente, sotto la cenere covava un fuoco vivo innescato e corroborato, a detta dello stesso ex primo cittadino di Leporano, da Angelo D’Abramo. “Nel rimpasto di governo che è stato fatto – ha precisato Vincenzo Damiano nel corso di una lunga conversazione – si è cercato di allargare i consensi consiliari. Ho pensato bene di accettare l’entrata nella mia maggioranza del consigliere Angelo D’Abramo, che sedeva tra i banchi dell’opposizione. A suggello di questo accordo gli è stato conferito l’incarico prestigioso di Presidente del Consiglio. Fermo restando le autonomie decisionali dei sette singoli consiglieri che hanno rassegnato le dimissioni insieme a D’Abramo, credo che quest’ultimo sin dalla sua entrata in maggioranza invece di coadiuvarmi nei programmi abbia fatto di tutto per convincerli a remare contro e provocare la mia caduta di Sindaco”. Vincenzo Damiano apre quindi, letteralmente parlando, il cuore anche ai suoi concittadini.

“Sinceramente – evidenzia l’ex Sindaco di Leporano – pur sforzandomi non riesco a capire le ragioni reali e politiche di tale gesto, se non una vera e propria invidia delle cose positive che si stava facendo sicuramente. e poi mi ha ferito profondamente anche il momento in cui è stata fatta la scelta delle dimissioni, che avrebbero provocato poi la caduta dell’intera consiliatura. In quella giornata, com’è risaputo, io ero assente, impegnato altrove per serie ragioni di salute di una mia familiare. Mi trovavo lontano insomma. Se fossi stato presente forse le cose sarebbero andate diversamente. Avrebbero dovuto dirmelo in faccia o almeno ne avremmo discusso e forse trovato una soluzione in Consiglio comunale. Abbiamo trascorso tantissimi momenti insieme, l’ultimo proprio alcuni giorni fa. ”. Lasciamo un Vincenzo Damiano che ha accusato il colpo ma non abbattuto, con le sue proprie considerazioni sull’accaduto che certamente è comunque molto grave. Assumersi la responsabilità di far cadere non una Giunta ma un intero Consiglio comunale, non è certamente cosa da poco. Tuttavia, come in tutte le diatribe forse la verità vera sta nel mezzo, ma nell’”arte di governo”, si sa, non ci sono regole scritte: tutto è permesso e tutto può accadere, anche nelle migliori famiglie politiche.

Floriano Cartanì

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