20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

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Come sarà la Masseria Solito

La volta scorsa abbiamo conosciuto e sintetizzato la battaglia del Centro Studi Cesare Giulio Viola per salvare, ristrutturare e riqualificare la Masseria Solìto in via Plateja, spazio perfetto per il Mudit alias il “Museo dei tarentini illustri”; una battaglia a puntate iniziata nel 2009 e vinta finalmente qualche anno dopo. Siamo arrivati al 2017. In quest’anno fu sottoscritto dal sindaco Rinaldo Melucci e dall’avvocato Enrico Viola, Presidente del Centro Studi Cesare Giulio Viola, un protocollo di partenariato culturale mediante il quale il Centro Studi avrebbe fornito i profili dei cittadini illustri per il Mudit.

Intanto il Progetto di “Restauro e rifunzionalizzazione dell’edificio storico” andava avanti con successo: fu realizzato dall’architetto Ubaldo Occhinegro, socio del Centro Studi, in seguito nominato Assessore all’Urbanistica del Comune di Taranto, e fu pubblicato, sempre nel 2019, fra i cento migliori progetti italiani. Il Progetto, presentato e approvato dalla Regione Puglia nel 2019, è inserito in un intero programma ad ampio respiro di rinascita della città portato avanti dall’Amministrazione Comunale. L’impresa che vinse la gara d’appalto è la “Edilres: Edilizia-Restauro”, la stessa che ha ristrutturato la Biblioteca Acclavio e che è specializzata in operazioni di ristrutturazioni e restauri di palazzi antichi. I lavori di ristrutturazione sono così iniziati nel 2019 con l’architetto Cosimo Netti, Direttore dei Lavori, e con l’ingegner Donatello Nistri, Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.). La Masseria Solìto, per la sua storia e la sua posizione baricentrica nel tessuto urbano, diventerà un polo attrattivo e di snodo turistico e culturale per gli itinerari storici e archeologici: nelle aree limitrofe, infatti, si trovano la Cripta del Redentore, le varie tombe a camera magnogreche e la Biblioteca Acclavio; inoltre la Masseria “fungerà da contenitore multifunzionale di una serie di spazi ed attività , servizi e funzioni, oltre ad ospitare aree coworking, biblioteca, sala espositiva, info-point turistici, bookshop e area accoglienza e ristoro a servizio della città”.

Nel PIANO SUPERIORE sono previste una hall di ingresso, che potrà essere adibita a spazio eventi ed esposizioni fotografiche ed artistiche, una sala convegni da 36 posti attrezzata con proiettori e monitor full hd, che potrà ospitare anche laboratori didattici; per essere accessibile ai disabili, verrà installato un ascensore panoramico.

Il PIANO TERRA, composto dai locali di servizio della Masseria e da un’ampia zona a verde, ospiterà il bookshop, il caffè letterario e area ristoro e l’infopoint. L’area antistante alla Masseria è stata pensata come una grande area a verde, a diretto servizio della struttura, che potrà fungere da platea dell’arena all’aperto. Sempre al piano terra ci sarà la biblioteca multimediale e la sala con l’esposizione permanente dei tarentini illustri e delle loro opere principali: il Mudit, appunto. Nel 2019 l’avvocato Enrico Viola, mediante Protocollo d’Intesa con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro- Dipartimento Jonico ( nel progetto sono state coinvolte anche altre Istituzioni pubbliche, a cominciare dall’Archivio di Stato), ha iniziato un’opera di coinvolgimento di alcuni esponenti del mondo della cultura, circa una quarantina, per stilare i tanti profili biografici e bibliografici dei tarentini illustri.

E’ incredibile, infatti, quanti cittadini nell’arco dei secoli, si siano distinti nei campi dell’archeologia, delle lettere, della religione, della filosofia, delle arti, della scienza, della tecnica, degli ordini militari, dell’imprenditoria, della politica, dello sport, delle professioni e dei mestieri, meritando -molti- una ribalta nazionale e addirittura internazionale. Studiare e riassumere tante vite nelle schede è stato un lavoro difficile, reso ancor più difficile dalle difficoltà cui si è andati incontro perché la pandemia ha costretto all’isolamento e alle riunioni in streaming gli studiosi che, uniti in un laboratorio di pensiero virtuale, hanno compilato le schede in base alle loro personali competenze e conoscenze e agli studi svolti. Per la cronaca: a coordinare il complesso lavoro informatico- redazionale, sono state la dottoressa Maria Alfonzetti e la professoressa Franca Poretti. Sia chiaro che il lavoro, per tutti, è stato estenuante ed è stato svolto con generosità – tengo a precisarlo- e per puro amor di patria, senza alcuna ricompensa se non quella della gratitudine per l’ impegno profuso. Le schede sono oltre un centinaio, ma il lavoro, enorme, non è stato completato, anche per la difficoltà di trovare documenti e di contattare i discendenti degli illustri concittadini, quindi è ancora “in fieri” o, per chi ama l’inglese, “in progress”.

La cooperativa Museion sta intanto caricando nei totem in maniera informatica e in forma multimediale i profili degli illustri tarentini scritti dagli studiosi e consegnati al Centro Studi per essere donati al Comune, ed è sempre della Museion il compito di curare l’allestimento con gli arredi e gli elementi multimediali. Inoltre il Centro Studi ha nella propria struttura organizzativa un organo di consulenza i cui componenti sono alcuni politici di Taranto che sono stati sindaci, parlamentari o senatori, e cioè il senatore Giovanni Battafarano, l’onorevole Domenico M.Amalfitano, il senatore Ezio Stefano e il professor Mario Guadagnolo. Tra questi c’era anche, e la ricordiamo con affetto e gratitudine per il suo entusiasmo, la dottoressa Rossana Di Bello, strappata alla vita qualche mese fa dal Covid. Ma torniamo a Solìto. Quando la Masseria aprirà i battenti, grazie al Mudit, che non ha precedenti in Italia, non si potrà più dire che la città è cannibalesca, che divora se stessa e oblitera la sua memoria, come è stato finora; non si potrà dire che è una madre ingrata coi suoi figli né che San Cataldo ama i forestieri. Taranto ama i suoi figli che una nicchia nella memoria collettiva se la sono guadagnata e a loro la città è e sarà sempre riconoscente.

Josè Minervini
Centro Studi Cesare Giulio Viola

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