21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 09:58:00

Cronaca News

«Chiusura dell’Utin, una ferita per la città»

foto di Oronzo Forleo
Oronzo Forleo

La coordinatrice del Tribunale dei Diritti del Malato, Silvana Stanzione, interviene sulla chiusura della Terapia intensiva neonatale del Santissima Annunziata. La dura presa di posizione, che giunge a pochi giorni dal congedo del Direttore della struttura, il dottor Oronzo Forleo, è anche l’occasione per tracciare un quadro della sanità jonica. Un quadro per nulla esaltante anche alla luce della perdita di un servizio importante per le famiglie tarantine.

«La lettera di commiato del dottor Oronzo Forleo, Direttore della Neonatologia e della Unità di Terapia Intensiva Neonatale rappresenta l’epilogo di un doloroso momento della Sanità Tarantina. Ancora una volta, dopo meno di un anno, i cittadini di Taranto e provincia e il loro neonati, saranno privati del diritto di nascere nella propria città e in un ospedale che potrebbe garantire loro ogni qualità di cure come fino agli inizi del 2020. E questo per carenza di personale. La chiusura della Terapia Intensiva Neonatale di Taranto rappresenta l’ulteriore ferita inflitta alla nostra città, a tutto il suo territorio, alle famiglie. Una scelta contraria al buon senso! Possibile che un punto di riferimento fondamentale per i genitori tarantini e per le famiglie del sud Italia si chiuda così?

Possibile che la direzione aziendale dell’Asl di Taranto proclami in maniera altisonante che i neonati prematuri di Taranto avranno le migliori cure in altri centri pugliesi grazie allo Sten e a modernissime ambulanze? Possibile anche che si declassi, d’emblée, un centro HUB e d’eccellenza quale è la TIN di Taranto? I problemi connessi alla mancanza di personale medico, sono note al management aziendale già dal 2015, parliamo di personale che deve essere in possesso di adeguate competenze professionali per la gestione di neonati ad alta complessità assistenziale. I nostri appelli sono rimasti del tutto ignorati e nessuna azione risolutiva è stata intrapresa, nessuna strategia che renda attrattiva la realtà tarantina, anzi accettando supinamente l’esodo verso altri territori. Puntualmente a meno di un anno si ripete oggi la stessa situazione.

E’ il momento di invertire questa rotta, di incentivare la permanenza dei neonatologi a Taranto, di immaginare soluzioni coraggiose e innovative. La carenza di personale mette a dura prova l’agibilità e la stessa sopravvivenza dei reparti, ma poi sentiamo parlare di nuovi ospedali in Puglia con 400 posti letto, ma con quale personale, così come si parla a Taranto del San Cataldo con 700 posti letto e con quale personale ce lo stiamo chiedendo. Ciò di cui abbiamo bisogno come Tarantini è di recuperare la credibilità di una sanità attenta ai bisogni dei cittadini, siamo stufi di sentire da parte di chi ha il dovere di rendere attrattiva la sanità tarantina che le responsabilità sono dei cittadini, quelli stessi che vanno a curarsi a centinaia di chilometri di distanza da Taranto e che certamente non possono cambiare pelle con un viaggio. Chiediamo che da subito si avvii una verifica sullo stato della sanità tarantina al fine di inaugurare un percorso virtuoso con il contributo di tutti, che liberi il campo da ogni pregiudizio e fissi una Rood Mape partendo dai bisogni reali dei Tarantini ed è per questo che da alcune settimane chiediamo un incontro con il sindaco di Taranto massima autorità per la tutela dei cittadini di Taranto e per il suo ruolo portante quale Presidente della Conferenza dei Sindaci. Ma ad oggi non ha ancora risposto alla nostra richiesta. Siamo stanchi di soluzioni tampone che aggiungono disagi a disagi e che inducono nei cittadini l’idea di una sanità non all’altezza dei tempi. Se il disegno prevede poi che la sanità pubblica di Taranto chiuda almeno vorremmo saperlo».

Prof.ssa Silvana Stanzione
Coordinatrice TDM rete di CittadinanzAttiva

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