18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:26:00

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Chiusura del centro dialisi di Torricella, c’è l’appello alla Regione

foto di La manifestazione tenutasi nei pressi del centro dialisi di Torricella
La manifestazione tenutasi nei pressi del centro dialisi di Torricella

TORRICELLA – Il consigliere dell’Unione dei Comuni del versante orientale della Provincia Angelo Di Lena fa un appello alla Regione dopo la chiusura del centro dialisi SS. Medici di Torricella. “Dopo l’incontro tenutosi il 29 luglio scorso alla presenza del direttore generale della Asl, Stefano Rossi, dei Sindaci dei Comuni limitrofi, del sottoscritto come consigliere dell’Unione dei Comuni su invito del sindaco Francesco Lupoli, della Segreteria Territoriale Cisl Fp ed Aned (Associazione Nazionale Emodializzati)- sottolinea Di Lena- si è dovuto constatare la indisponibilità del gestore a mantenere attivo il Centro Dialisi di Torricella motivandola con una persistente carenza organica di medici nefrologi.

Le rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali e l’impegno della direzione Asl di Taranto di allocare i pazienti presso il Presidio Ospedaliero “ Giannuzzi” di Manduria, non hanno certo rasserenato i nostri animi come partecipanti al tavolo di confronto. Non abbiamo potuto fare altro che constatare la decisione irremovibile che ha inevitabili ricadute sociali e sanitarie su un intero territorio.

Da più parti è stata chiesta una proroga alla chiusura, in attesa di soluzioni alle criticità evidenziate ma si è assistito ad una posizione di intransigenza che ha suscitato non pochi interrogativi. In considerazione di ciò, ieri mattina abbiamo nuovamente manifestato dalle 9 alle 11, insieme ai sindaci dei Comuni limitrofi, nei pressi del Centro Dialisi SS. Medici di Torricella- continua Di Lena- alla base della protesta, la volontà comune di non arrecare un ulteriore disagio alle fasce più deboli e bisognose che si vedranno costrette ad effettuare le prestazioni sanitarie presso altri presidi a chilometri di distanza. Siamo fermamente convinti che la libertà imprenditoriale debba essere calmierata quando si tratta di denaro pubblico e ribadiamo che chi gestisce il Centro Dialisi, in quanto affidatario del Servizio Sanitario Nazionale, debba assolvere a dei precisi criteri di accreditamento che non possono tradursi in una gestione aziendale che non tenga conto delle succitate premesse”.

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