20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 17:50:00

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Artisti in mostra a Palazzo Ducale di Martina Franca

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Artisti in mostra a Palazzo Ducale di Martina Franca

MARTINA FRANCA – Vernissage mercoledì, 11 agosto, nelle sale del Palazzo Ducale di Martina Franca (in piazza Roma): “Impronte d’autore…” è il titolo dato alla mostra che sarà inaugurata alle 18,30 e alla quale hanno aderito cinque artisti del territorio jonico salentino: Antonio Caramia di Grottaglie, Davide Chionna di Francavilla Fontana, Giovanni Mappa di Massafra, Carmelinda Petraroli di San Giorgio Jonico e Rita Protopapa di Talsano.

Alla serata inaugurale saranno presenti gli stessi artisti, il sindaco di Martina Franca, Francesco Ancona, l’assessore alla Cultura della stessa città, Antonio Scialpi, Piero Marinò, critico d’arte e Luigi Chiarelli, presidente dell’associazione AUSER di Martina Franca. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 agosto al mattino dalle 10 alle 13 e, nel pomeriggio, dalle 15,30 alle 19,30.

GLI ARTISTI
Rita Protopapa: secondo Vito Cracas, è “autrice di una pittura di grande valenza evocativa, perfetta sintesi di spunti narrativi e simbolici ispirati dalla vita, dalla memoria, dalla storia… rielaborati dalla fantasia creatrice in ambientazioni e atmosfere surreali…”. Rita è un’artista che sente il colore, la forma e il segno; distrugge la realtà e la sostituisce con una sua visione del mondo onirica e originale trattata con sicurezza attraverso l’utilizzo di pennellate fluide e spontanee che danno alle sue opere vigore e fermento poetico; Carmelinda Petraroli: l’artista dichiara subito che “dipingere per me, equivale a mettere a nudo la mia anima senza dire una sola parola… L’emozione suscitata da coloro che osservano, è la più grande delle conquiste e se questo avviene, vuol dire che ho realizzato la mia massima aspirazione. Come non essere felice?”. Da questa considerazione parte una riflessione: la ricerca di un rapporto umano e teosofico dell’arte e attraverso l’arte. La sua ha tutta l’aria di una competizione con se stessa.

Nelle sue opere c’è un mondo in bilico tra la cruda esistenza dell’uomo e le manifestazioni di rottura che l’uomo stesso crea con l’impetuosa e contraddittoria natura umana con il mondo. Il suo lavoro cerca di strappare il senso buono delle cose attraverso la riflessione e la promozione artistico/ pittorica di cui ella stessa si nutre. Il caos che emerge in alcune sue opere non è rottura con l’arte, ma elaborazione di una riflessione sostanziale e pedagogica; Davide Chionna: figlio d’un maestro fabbro, è architetto ed autore anche di “aerosculture”. La sua produzione ruota nello spazio. Ha imparato bene il “mestiere” e osservando le sue opere si percepiscono grammatiche visive, litoti comunicative. Si tratta di un uccello stilizzato o dello svolazzare delle frecce tricolori? Entrambe le cose agiscono con teosofica persistenza fondendosi con lo spazio e con un vuoto immaginario. Davide è un artista in continua ricerca, abile soprattutto nel non scartare a priori tecniche e materiali; Giovanni Mappa: è un artista della tebaide d’Italia che ama produrre atmosfere scultoree di primo piano.

Amico di materiali nobili come pietra, gesso, marmo, legno, Giovanni è promotore di un perfetto assemblage; la sua è una grammatica metaforica che mette in contatto valori e simboli umani tradotti da questi perfetti materiali. L’arte in lui non è pietra o legno, ma legno e pietra insieme, in armonia; un dialogo classico che rievoca speranze e legami con l’umanità intera in un infinito percorso, senza tempo. L’artista massafrese, nella ricerca di tali obiettivi, manifesta originalità ideativa e finezza esecutiva; Antonio Caramia: ottimo e stimato docente di Storia delle Arti visive, lo ritroviamo in un felice commento di Beatrice Volpe, operatrice culturale di Rai Basilicata in un premio d’arte vinto dall’artista nel 2015, presso Maratea, che dichiara: “Caramia è un pittore di Grottaglie dalla singolare freschezza ideativa; sicurezza nel tratto, gusto del colore, fervida fantasia e un pizzico di ironia, sono i tratti tipici di Caramia che dopo l’esordio sul filo dell’espressionismo, adesso si muove sicuro su un percorso individuale e originale tra Metafisica e Surrealismo”.

La sua è effettivamente una pittura solidamente immaginaria da collocare nel mondo del surrealismo magico: Isole sospese nella mente o isola-menti? Si tratta di una fuga dal mondo reale alla ricerca di mondi immaginari, ambienti migliori dove tutto è possibile, quei mondi che, in fondo, tutti desidereremmo conoscere e toccare con mano almeno una volta nella vita. Il suo lavoro si può sintetizzare come un cliché dei desideri più profondi e irrazionali dell’uomo, espressi con originale e personale maestria tecnica. Appunto, copie di “una fervida immaginazione”. L’immaginazione è l’estensione della realtà che rende piacevole la vita.

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