23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

Cronaca News

Antonella Palmisano: «Così ho vinto la medaglia d’oro»

foto di Antonella Palmisano
Antonella Palmisano

In cima al mondo. Vincitrice nella gara più importante per un atleta: le Olimpiadi. L’oro di Antonella Palmisano, mottolese, nella 20 km di marcia è già una pagina di storia per lo sport italiano, e per la provincia di Taranto.

“Non mi rendo ancora conto, sono entusiasta di quello che ho fatto. È ancora più bello, nel giorno del mio compleanno. Volevo che tutti i sacrifici di questi anni potessero essere ripagati del tutto” le parole di Antonella “Nelly” Palmisano, raccolte dalla Fidal, la Federazione nazionale di atletica. Così Antonella ha raccontato la sua impresa: “Negli ultimi 5 km ho sentito tanta energia dentro, ho portato con me tutte le persone care che mi davano forza, avevo la pelle d’oca. Si è realizzato il sogno della mia carriera di atleta. Negli ultimi mesi, ho pianto tanto. Era quasi impensabile che potessi fare l’impresa quest’oggi, ho avuto problemi fisici all’anca, sono stata ferma a lungo e temevo di dover rinunciare. L’oro di ieri di Massimo Stano mi ha fatto venire i brividi, mi ha dato una carica in più, come già successo con le vittorie di Tamberi e Jacobs e con il trionfo agli Europei di calcio. È un periodo magico per l’Italia. Adesso non vedo l’ora di sentire l’inno. E di abbracciare i miei familiari e mio marito: sicuramente sarà svenuto a casa insieme al mio cane…”.

Vincere non è mai facile, a maggior ragione ai Giochi Olimpici: “Il nostro è stato un lavoro di squadra, che si è concluso nel migliore dei modi. Porto tante persone nel cuore: in primis il mio allenatore Patrizio Parcesepe e il mio fisioterapista Cristian Bruno. Ci sono stati intoppi, è vero, ma ci abbiamo creduto sempre. Sono contenta perché credo che a casa siano veramente fieri e orgogliosi di me. Mi sono fatta un regalo per il mio compleanno e ho voluto farne uno ai miei genitori, alla mia famiglia, a mio marito e ai suoi familiari. Dietro questo risultato c’è un pool di emozioni, di persone che ti stanno accanto: un team che ha funzionato al massimo e sono grata a tutti loro. Ho reso possibile l’impossibile. Stanotte ho sognato la gara, l’ho sognata proprio come l’ho fatta oggi. Quindi mi sono detta: ‘se l’ho sognato, posso farlo’. Ho lasciato fare alle avversarie nella prima parte, ho aspettato finché quell’energia che avevo dentro mi ha spinto ad andare. E quando i fastidi fisici si sono ripresentati li ho gestiti al meglio”.

La 20 km ai Giochi è stata tutta pugliese: Antonella tra le donne, Massimo Stano tra gli uomini: “Non c’è un segreto, se non il lavoro – osserva Palmisano – Quando le Olimpiadi sono state posticipate di un anno abbiamo iniziato il countdown. Entrambi ci siamo messi in testa che il nostro momento doveva essere oggi. Ci abbiamo creduto. A Ostia, da anni, abbiamo trovato il posto ideale dove allenarci, non soltanto per la presenza di Patrick, ma anche per il gruppo che abbiamo formato, cioè il nostro ParceTeam, in una struttura adatta agli allenamenti di alto livello, il centro sportivo delle Fiamme Gialle a Castelporziano”.

A parlare al sito della Fidal anche l’allenatore Patrizio Parcesepe: “I risultati di Antonella e Massimo non sono il merito di una persona ma di un lavoro d’equipe, che ha visto l’intervento di tanti professionisti, in vari settori, nel corso di questi cinque anni. Fosse soltanto un’atleta, sarei innamorato di Antonella. Peccato sia anche una gran rompiscatole… – scherza il coach – quando gareggia però si trasforma in una farfalla. Le ho detto che la gara si sarebbe risolta in quattro chilometri da marciare a tutta velocità. ‘Decidi tu quanto’, sono state le mie uniche parole. L’auspicio? Vorrei vederla mamma”. E su Massimo? “È un masochista: più fa fatica, più è contento. E quando è in gara, al top dello sforzo, è un uomo felice”.

La Gazzetta dello Sport ha raccolto l’emozione del marito di Antonella, Lorenzo Dessi: “Sentendola anche stamattina avevo capito che avrebbe fatto qualcosa di importante. E pensare che un mese fa ha avuto diversi problemi fisici: ha rischiato di non esserci”. Sul suo profilo facebook il sindaco di Mottola, Giampiero Barulli, ha celebrato l’impresa della concittadina: “Se è un sogno, non svegliateci”. Grande entusiamo si è vissuto proprio nella cittadina in provincia di Taranto, per una vittoria straordinaria. Un altro mottolese illustre, il pallavolista Luigi Mastrangelo, con la nazionale l’oro lo aveva sfiorato: bronzo a Sydney 2000 e Londra 2012, argento ad Atene 2004. “Sei nata per vincere, tutta Mottola ti abbraccia e ti aspetta per farti festa” ha detto mamma Maria ad Antonella telefonata dopo il trionfo, “non mi dite più che dovrò fare la casalinga” il commento ironico della neocampionessa olimpica; mentre, esaudendo la richiesta della figlia, prima della gara papà Carmine ha acceso le “sette lampade per chiedere alla Madonna di aiutarla”, nella chiesa rupestre fuori paese, come raccontato a Repubblica. “Bravissimi, vi aspetto al Quirinale”: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, per complimentarsi per le prestazioni degli azzurri alle Olimpiadi di Tokyo 2020, dove l’Italia ha conquistato 10 ori e stabilito il nuovo record di medaglie. Il Capo dello Stato si è poi complimentato con il presidente della Fidal Stefano Mei e ha parlato con Federica Pellegrini, neo eletta rappresentate degli atleti al Cio, che erano a fianco di Malagò allo stadio Olimpico di Tokyo ad assistere all’impresa della staffetta azzurra 4X100.

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