20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

Cronaca News

Il Pri di Taranto: Giù il sipario sulle Olimpiadi di Tokyo, quanto vale una medaglia

foto di Benedetta Pilato
Benedetta Pilato

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Nicola Causi, Componente direttivo PRI Taranto:

«Stanno per concludersi i giochi olimpici di Tokio e come sempre accade, l’Italia riscopre discipline sportive che nell’intervallo che separa una kermesse dall’altra, vengono spesso ignorate dal grande pubblico. Dietro ogni risultato ci sono comunque grandissimi sacrifici da parte di atleti che convivendo con una serie di limitazioni come quella di un’alimentazione moderata o rinunciando  ad  uscite serali che poi  rappresentano il modus vivendi di tanti giovani,   dedicano la loro esistenza ad un sogno alle volte difficile ma non impossibile da realizzare.

Il fattore economico che rappresenta il viatico trainante e che in alcuni sport è quasi assente e  l’unica aspirazione oltre naturalmente quella di stringere nelle mani una medaglia, è quella di sperare nell’ingresso di un gruppo sportivo che garantirebbe la possibilità di allenarsi con serenità e con strutture idonee e una garanzia di una realizzazione professionale. La città di Taranto, non brilla certo di strutture idonee per il sostentamento agonistico di quei tantissimi giovani che cercano di vivere in modo professionale la loro stagione sportiva. Si vive sull’iniziativa privata, con il coraggio dei tanti volontari, che cercano di rendere fruibile quanto è possibile, per garantire la riuscita di una manifestazione. Gli sport da combattimento, per esempio, hanno un’atavica difficoltà che è quella delle location dove poter organizzare, e poter dare spazio alla giusta realizzazione di un percorso agonistico. Ci sarebbero tante strutture scolastiche che però, considerata anche la innumerevole presenza di cavilli burocratici che esaltano le responsabilità dei dirigenti scolastici, alle volte, con motivi anche comprensibili, non vengono concesse. Dedicare uno dei tanti palazzetti o palestre scolastiche alla presenza fissa di un ring, trasformandole così da casermoni abbandonati, in una sorta di tempio degli sport d’azione potrebbe essere cosa buona, permettendo anche una valente azione di recupero sociale da sempre base per sport come il pugilato.

La presenza di Benedetta Pilato, quale simbolo di una rinascita sportiva, deve essere da viatico, sia per esaltare la vera natura di una città il più delle volte vituperata dai media e sia come testimonial di tutta una serie di sport detti minori che potrebbero trarre, proprio dalla freschezza agonistica della giovane atleta tarantina, un rinnovato vigore. La giunta attuale ha mosso i giusti passi, come ridare dignità al campo scuola che negli anni è stata fucina della realizzazione sportiva di tanti giovani tarantini, ha privilegiato la vetrina principale della città jonica che è data dal mare, però occorre concentrare ancora di più determinati sforzi per far si che lo sport diventi passione e non semplicemente moda del momento. Ben vengano quindi i risultati calcistici, ma è necessario anche che tutti gli sport abbiamo da parte dell’attuale amministrazione e di quella che verrà la giusta e dovuta attenzione».

 

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