22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 19:54:00

Cronaca News

«UTIN e Neonatologia, c’è il rischio di una doppia chiusura. Sos a Melucci»

foto di Neonatologia
Neonatologia

Suscita preoccupazione la situazione della carenza di medici in alcuni reparti del Santissima Annunziata. Dopo l’Utin rischia la chiusura la Neonatologia, spiega in un intervento, Maria Beatrice Fasano, presidente dell’Associazione Delfini e Neonati chiede un incontro al sindaco Rinaldo Melucci. «Le notizie che ci giungono dal reparto di Neonatologia e TIN dell’Ospedale “SS. Annunziata” di Taranto sono sempre più allarmanti.

Adesso si rischia anche la chiusura del punto nascita! I pochissimi medici ancora in servizio sono esausti e al limite delle loro capacità, fisiche e psichiche. Il “primo passo”, costituito dall’innesto delle due figure mediche del Policlinico di Bari, non è ancora stato fatto, nonostante la Deliberazione n. 1698 del 02/08/2021 preveda la decorrenza immediata. Le risposte rassicuranti ricevute dal Direttore Generale non ci rassicurano affatto, anzi ci sentiamo piuttosto beffati. Ci sembra un modo di “menare il can per l’aia” ben sapendo che le soluzioni profilate risolveranno ben poco. Già l’anno scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, il 17 novembre, dopo aver preso atto della totale inconsistenza delle soluzioni fin lì adottate proponevamo di fare una ricognizione dei servizi sul territorio e della loro funzionalità, perchè da questa scaturisse una nuova programmazione rispondente ai bisogni dei cittadini. Per dirla in altre parole, chiedevamo sostanzialmente di avere il coraggio di chiudere punti nascita che non hanno i requisiti previsti dall’Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010, ossia 500 parti l’anno.

Sappiamo che l’Ospedale di Castellaneta, di I° livello, non risponde ai requisiti richiesti e per dirla con le parole del Presidente Emiliano con la concretezza delle “brave massaie”: “come si fa in casa, quando c’è scarsità di un elemento, si cerca di concentrare tutte le risorse dove servono, cercando di evitare di sprecarle dove servono meno” _(Redazione Regionale Puglia Salute di marzo 2016). E allora, chiudiamo Taranto e rinforziamo Castellaneta con il personale tarantino o viceversa? Una soluzione bisogna trovarla. Trincerarsi dietro la mancanza di medici e la scarsa attrattività di Taranto a giustificazione di una totale débâcle, denota solo l’incapacità a fronteggiare e gestire una situazione che, gradualmente, a partire dal 2015 è approdata ai livelli odierni. Nell’inerzia degli amministratori e della politica che l’anno scorso (stiamo per festeggiare l’anniversario), a seguito della petizione da noi promossa e che aveva visto l’adesione di circa 15000 cittadini, si affannavano a negare l’evidenza, ossia la chiusura della TIN.

Vogliamo che il primo cittadino risponda ai 200.000 abitanti della sua città, ma anche ai 577.000 abitanti della provincia che non possono più contare su una TIN pienamente operativa. E risponda a noi che l’abbiamo interpellato e non abbiamo ricevuto ancora risposta; inoltre, ci chiediamo quali siano le altre associazioni con cui si è interfacciata l’assessore Ficocelli e quale il personale sanitario con cui si è confrontata? E’ inaccettabile che il Sindaco accetti supinamente le blande e rassicuranti risposte del Direttore Generale dell’ASL, che finora non hanno prodotto alcun risultato. Vogliamo sapere perché non si percorrono altre strade, la situazione è eccezionale ed eccezionali devono essere le risposte! Chiediamo, pertanto, un incontro urgente al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, quale massima autorità sanitaria del Comune, nonché Presidente della Conferenza dei Sindaci. Taranto non può più aspettare!».

Maria Beatrice Fasano
Presidente Associazione Delfini e Neonati A. De Cataldo onlus

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