20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00


Edilizia

Ristrutturare casa a costo zero o quasi, tramite i bonus facciate, quelli al 50% e la promessa del cosiddetto ‘bonus 110’ ha interessato tanti tarantini, ma i problemi sono sorti quasi subito: materiali irreperibili e un rialzo dei prezzi a livelli record, alcuni sono più che raddoppiati nel giro di poche settimane, hanno reso le operazioni più complicate del previsto. Ecco allora la levata di scudi da parte degli artigiani di Confartigianato che chiedono a gran voce a Governo e istituzioni di porre fine a quello che sembra sempre di più un gioco al massacro, complici alcuni meccanismi speculativi.

Così, ad esempio, Raffaele Lucchese, di Anaepa costruzioni Confartigianato Taranto: “Non si trovano ponteggi, non si trova il polistirolo, enormi attese anche per gli infissi, per non parlare della manodopera. Ci avevano detto che a livello mondiale c’era penuria di materie prime, per via della pandemia, poi che la Cina – detentrice di molte di queste materie – stesse attuando una sorta di speculazione. Ora veniamo a sapere che alcuni general contractor, molto grandi, hanno fatto incetta di materiali, mettendo in difficoltà le aziende più piccole, come le nostre. Siamo in imbarazzo con i nostri clienti, perché non sappiamo che prezzi praticare, dal momento che ci viene chiesto di ordinare oggi, per avere la consegna a dicembre-gennaio con i prezzi che possono variare sensibilmente al momento della consegna. È una situazione complicata, venendo da anni di stasi, i magazzini sono vuoti e cominciano ad arrivare materiali dall’estero, a scapito della nostra economia. La soluzione, dunque, potrebbe essere quella di calmierare i prezzi.

Ad esempio, stiamo pagando il ferro tondo con un aumento da novembre scorso del 243%, il legno aumentato del 76% ed il polistirolo aumentato del 97%. Le previsioni dicono che la corsa al rialzo dovrebbe normalizzarsi verso fine anno, ma crediamo bisogni intervenire prima, altrimenti il bonus, da occasione di ripresa, rischia di diventare un boomerang per l’edilizia”.

Tutto il comparto sta soffrendo, il problema riguarda molto da vicino anche l’impiantistica, come sottolinea Giovanni Palmisano di Confartigianato Impianti Taranto: “In questo quadro per noi risulta difficile sia programmare il lavoro, sia preparare dei preventivi adeguati. Il problema, ovviamente, è generalizzato, non riguarda soltanto Taranto, per questo la soluzione dovrebbe essere individuata a li vello centrale, l’aumento dei prezzi andrebbe normato e servirebbe un piano di controllo per tutta la filiera, altrimenti da questa situazione si esce male. Oltre alla difficoltà di reperire materiali, consideriamo gli aumenti: noi impiantisti eravamo abituati ad aumenti di listino nell’ordine del 3%, circa, su base annua. Negli ultimi due mesi la maggior parte delle case produttrici, non tutte per fortuna, hanno comunicato aumenti del 5% e poi di un altro 5%.

Praticamente, i capitolati fatti a fine 2020 o inizio 2021 andrebbero tutti rivisti, perché non si rientra con i costi. Si è parlato di interventi governativi per gli appalti pubblici, che si trovano nella stessa situazione, ma servirebbe lo stesso anche per i privati. I nodi stanno per arrivare al pettine”.

“Per quanto riguarda la situazione del nostro comparto – dichiara Mauro Mazzaglia di Confartigianato serramentistica Taranto – ci troviamo nel mezzo di un continuo aumento dei listini prezzi delle materie prime. La lamiera zincata a fogli, ad esempio, da gennaio scorso è aumentata del 130%. Giusto per farci una idea, personalmente un carico pagato a dicembre 20.000 euro, lo stessa qantità mi è costata a maggio quasi 45.000 euro. Quindi i contratti di commesse di lavoro che abbiamo sottoscritto fino a gennaio non contemplavano affatto questi aumenti e quindi, soprattutto nelle forniture nel settore delle costruzioni edili, dove i lavori si eseguono nei mesi successivi alle relative sottoscrizioni di contratto, si manifestano pesanti perdite. E’ una situazione grave, per questo riteniamo importante e necessario l’intervento del governo nazionale affinchè una parte delle evidenti differenze di prezzo delle materie prime possano essere compensate da specifici sgravi”.

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