23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

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Castellaneta, «Non lasciamo solo il popolo afghano»

foto di Afghanistan, donne e bambini
Afghanistan, donne e bambini

CASTELLANETA – «Non c’è tempo da perdere. La tragedia del popolo afghano, soprattutto delle donne e dei bambini, ci sta scioccando quotidianamente con notizie sempre più preoccupanti». È l’appello lanciato dal movimento Un’altra Città – Castellaneta.

«Gli operatori delle Ong, che sono rimasti sul campo per aiutare i più deboli, riferiscono di episodi di violenze ai danni soprattutto di donne, anche giovanissime, sottratte alle proprie famiglie per essere costrette a sposare i combattenti talebani. I comunicati tranquillizzanti del nuovo regime non riescono a nascondere la situazione di grande pericolo in cui si trovano tutte le donne afghane, e delle bambine che non potranno più andare a scuola, se non la scuola coranica. In queste ore i Talebani stanno stilando le liste di chi ha collaborato con le forze occidentali in questi anni, ed è già iniziata la caccia ai “traditori”. Non c’è tempo da perdere – evidenzia il portavoce Donatello Lemma – bisogna salvare il maggior numero possibile di persone che hanno collaborato con le nostre forze presenti in Afghanistan, e che adesso sono tra i primi obiettivi dei talebani, dopo la fuga precipitosa degli occidentali.

L’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha scritto al Governo rendendosi disponibile a collaborare al programma di accoglienza dei profughi afghani in fuga dalla sanguinaria dittatura talebana. Il Movimento “Un’altra Città” chiede con forza all’Amministrazione Comunale e a tutte le forze politiche presenti a palazzo di Città di aderire alla proposta dell’Anci di ampliamento della rete Sai (Sistemi di Accoglienza Integrata) offrendo la disponibilità del nostro Comune per dare luogo, nel più breve tempo possibile, ad un progetto di accoglienza di un nucleo di almeno dieci famiglie afghane, con donne e bambini, da ospitare nella nostra città, facendoli inserire stabilmente nel nostro tessuto sociale. Non c’è tempo da perdere. Chiediamo al Sindaco, alla Giunta, e a tutte le forse politiche presenti in Consiglio Comunale di sostenere con urgenza la nostra proposta. Diamo una speranza alle bambine e alle donne afghane con un nostro piccolo contributo».

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