21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 10:52:00

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Via al primo parco eolico off shore

Sono arrivate nel porto di Taranto le torri per realizzare il primo parco eolico offshore italiano di fronte al porto e al Siderurgico. Si tratta del primo impianto di questa tipologia che sarà costruito nel Mediterraneo. L’impianto è stato ideato e progettato da uno studio di Taranto con a capo l’ingegnere Luigi Severini.

Stando alle previsioni, dovrebbe essere pronto a settembre ed entrare in funzione fra la fine dell’anno e l’inizio del 2022. Nel complesso, il parco eolico è un investimento di circa 80 milioni di euro di fondi privati che fa capo a Renexia, che, a sua volta, ha inglobato le energie rinnovabili del gruppo Toto. Lo specchio di mare interessato è pari a 131.000 metri quadrati, si trova a circa 2 chilometri e mezzo dalla costa, mentre l’area demaniale marittima è di 455 mq. La concessione trentennale della Capitaneria di porto di Taranto, con avvenuta consegna ad aprile 2019, riguarda la società Beleolico srl (gestore). L’impianto è costituito da 10 turbine da 3 MW ciascuna con 30MW potenza nominale installata. La produzione stimata è di 55.600 MWh l’anno in grado di servire il fabbisogno di 18.500 famiglie. L’intero progetto verte su fondazioni monopalo con un diametro di 4,5 metri, lunghezza totale di circa 50 metri, per 400 tonnellate di acciaio. Su queste fondazioni (parzialmente infisse nel fondale marino) saranno installate le torri da 80 metri e i rotori da 135 metri di diametro.

Ultimate, invece, le opere a terra, cioè la sottostazione elettrica e il cavidotto con scavo in trincea per la messa in sicurezza. Le opere a mare (turbine e monopali) dovrebbero richiedere circa un mese di lavori. I dieci monopali verranno posizionati con mezzi speciali. Sono jack up vessel, navi cantiere autosollevanti. Questo perché l’uso di una diversa tipologia di nave sarebbe esposta al movimento delle onde. L’interferenza del moto ondoso con l’unità, potrebbe farla muovere dalla sua posizione non rendendo possibile l’installazione eolica offshore. Il parco eolico offshore del Mar Grande di Taranto ha un doppio primato: primo ad ottenere la piena autorizzazione, a fronte di oltre 20 progetti presentati a partire dal 2008, e primo nel Mediterraneo. L’insediamento di Taranto ha fatto da apripista ad altri due parchi per Sicilia e Sardegna che però, diversamente da quello di Taranto, sono galleggianti, floating, situati a 30-35 chilometri dalla costa, ed esprimono potenza ed investimenti maggiori.

Gli ingegneri Luigi e Alessandro Severini, tarantini, padre e figlio, sono i progettisti che hanno firmato i tre parchi eolici. Gli step del progetto di Taranto vedono il lancio dell’idea nel 2008. Il primo iter amministrativo, con la consegna del progetto, si è compiuto nell’anno successivo mentre il rilascio dell’autorizzazione unica è avvenuto nel 2013. I tempi si sono dilatati sino al 2021 perché, al di là dei passaggi burocratici, c’è stato inizialmente uno scontro col no del Consiglio comunale di Taranto, superato in sede giudiziaria, poi col passaggio del progetto da una compagine di imprenditori di Taranto ad un gruppo finanziario francese che l’ha ceduto a Renexia, infine col fallimento dell’iniziale fornitore delle turbine, i tedeschi di Senvion, sostituiti con i cinesi di MingYang Smart Energy. Questi ultimi sono i più grandi produttori cinesi di turbine eoliche che col parco di Tarantosi sono aggiudicati la loro prima commessa in Europa. Il passaggio da Senvion a MingYang ha determinato anche un cambio del modello di turbine ed un adeguamento del progetto.

«Occorrerà vedere – afferma Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto – che accordo riusciremo a fare col gestore. La cosa ci interessa, anche se – aggiunge Prete – ci sono già società che hanno presentato al porto di Taranto una manifestazione di interesse per fare, proprio nell’area portuale, investimenti nelle rinnovabili tra solare e mini eolico». Infine, gli ingegneri Luigi e Alessandro Severini stanno lavorando ad altri due grandi parchi eolici di Sicilia, a Marsala e in Sardegna, sulla costa del Sulcis. Il primo da 250 MW, il secondo da 450 MW. Si tratta di un investimento complessivo di circa 2 miliardi di euro, di cui 750 milioni relativi alla Sicilia. Il progetto siciliano è stato sviluppato dalla società danese Copenhagen Offshore Partners con il sostegno del fondo Copenhagen Infrastructure Partners.

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