20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

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Mottola, «Agli operai della Tessitura manca la cassa integrazione»

foto di Il presidio del 9 marzo scorso davanti alla Tessitura di Mottola
Il presidio del 9 marzo scorso davanti alla Tessitura di Mottola

MOTTOLA – “Agli operai della Tessitura Albini di Mottola oltre la perdita di lavoro ora manca anche la cassintegrazione”. La denuncia arriva dal sindacato Slai Cobas. “I lavoratori, che sono in presidio da quasi un mese dopo la chiusura della fabbrica per impedire che l’azienda si porti in altri siti, anche esteri, i macchinari, non hanno ancora ricevuto la cassintegrazione del mese di luglio 2021, e per quelle successive le notizie di fonte task force regionale prospettano un ritardo anche maggiore- si legge in una nota stampa dell’organizzazione sindacale- questo nonostante che negli incontri tenutisi in Prefettura il mese scorso sia stato assunto l’impegno da parte di tutti che l’Inps erogasse mensilmente ai lavoratori la cassintegrazione-covid; questo però è avvenuto solo fino a giugno scorso. I

lavoratori sono disperati, vivono solo con quel reddito di cig benchè misero e insufficiente a coprire le esigenze quotidiane e familiari; ora ritardare anche questa indennità è togliere loro il “pane”. Contattati da alcuni lavoratori della Tessitura Albini, abbiamo chiesto all’Inps, alla Prefettura, alla Regione di risolvere subito gli eventuali problemi che hanno ritardato la corresponsione della Cig e di procedere al suo pagamento nella settimana in corso- prosegue la nota dello Slai Cobas- l’Inps attraverso il responsabile Ammortizzatori Sociali ha prontamente risposto, comunicando che la domanda di autorizzazione al trattamento di cassa integrazione, per il periodo 05/07/2021 – 03/10/2021, ai sensi del D.L. 99/2021 (circolare INPS 125 del 09/08/2021), è stata presentata dall’azienda in data 11/08/2021, e che pertanto, non vi era alcun ritardo da parte dell’Inps nella gestione della domanda, che peraltro è già in fase istruttoria ricordando però che per i pagamenti mensili l’azienda, ottenuta l’autorizzazione, dovrà trasmettere le relative istanze (Mod. SR 41 o Uniemens-cig).

Nel ringraziare il responsabile Inps per la pronta risposta, rileva comunque che a situazione di emergenza – come quella che vivono i 118 lavoratori della Tessitura Albini e le loro famiglie – è necessario rispondere con soluzioni di emergenza; e l’emergenza in questo caso riguarda soprattutto i tempi. Pertanto tutti i soggetti interessati, a partire dall’azienda, debbano adoperarsi per ridurre al massimo i tempi della procedura tra una fase e l’altra, affinchè i lavoratori possano ricevere subito la cassintegrazione di luglio e mensilmente le altre. Non è giusto che si adottino procedure straordinarie da parte del governo per erogare in questo periodo sostegni alle aziende e si adottino invece procedure ordinarie con tempi ordinari per i lavoratori. In questo senso- conclude lo Slai Cobas, poniamo l’opportunità di valutare la possibilità che sia l’azienda ad anticipare la cig; atteso che: i vari decreti per la cig-covid pur non ponendo come norma l’anticipo aziendale della cassa-covid, non lo escludono – a Taranto vi sono stati quest’anno aziende che hanno anticipato la cig-covid avendo altri siti a livello nazionale;la Tessitura Albini ha anch’essa altri siti produttivi e pertanto può porre in detrazione all’Inps l’anticipo della cassa-covid; inoltre, la Tessitura Albini, che non ci risulta stia chiudendo lo stabilimento a Mottola per crisi ma per delocalizzare e ridurre i suoi costi di produzione, continua pur col fermo del sito di Mottola a fare utili attraverso la vendita di energia prodotta dalle migliaia di pannelli solari installati sui capannoni e parcheggi nella fabbrica”.

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