20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

Il porto di Taranto
Il porto di Taranto - archivio

I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori portuali. In una nota congiunta, firmata da Michele De Ponzio della Filt Cgil, Oronzo Fiorino della Fit Cisl e Carmelo Sasso della Uil Trasporti, le organizzazioni di categoria hanno comunicato la decisione anche al Prefetto di Taranto Demetrio Martino. Inoltre, hnno ribadito la necessità di un incontro urgente per affrontare la questione che, sottolineano i sindacati, sta provocando consguenze negative sui traffici del porto, inducendo le navi a fare scalo in altre infrastrutture pugliesi.

«Le ragioni alla base della proclamazione – spiegano infatti i responsabili delle tre sigle – sono i contenuti della nota della Provincia di Taranto che hanno provocato l’immediata delocalizzazione dei traffici verso altri porti pugliesi e non al fine di evitare ogni inconveniente eventuale conseguente alla movimentazione di materie rinfuse pulvirolente in assenza della richiesta autorizzazione alle emissioni in atmosfera». Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti chiamano in causa l’Autorità i sistema portuale del Mare Jonio e invocano la cosiddetta procedura di raffreddamento al fine di evitare che il braccio di ferro vada oltre e sfoci in azioni di protesta più forti come lo sciopero: «Per le ragioni sopra esposte le organizzazioni sindacali, con la presente comunicazione effettuata anche ai sensi e per gli effetti della L. 146/90 e s.m.i., chiedono l’attivazione da parte della AdSP dello Ionio della relativa procedura di raffreddamento del conflitto ex art. 49 Ccnl dei Porti».

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