22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

Cronaca News

Roberto Cingolani: Stop alla Batteria 12 entro il 30 agosto

foto di Roberto Cingolani
Roberto Cingolani

– Sulla Batteria 12 il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani non concede proroghe ad Acciaierie d’Italia. Per la seconda volta, nell’arco di due mesi, il ministro respinge la richiesta dell’azienda, relativa allo stesso impianto, di allungare i tempi per gli interventi di ambientalizzazione. La “messa fuori produzione” della Batteria n. 12 delle Cokerie dello stabilimento ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d’Italia, dovrà avvenire “nei tempi tecnici strettamente necessari, e comunque non superiori a 60 giorni a partire dal 1° luglio 2021”. Quindi entro il 30 agosto prossimo. Questo è quanto stabilisce il decreto del ministro, pubblicato giovedì 18 agosto sulla Gazzetta ufficiale, che conferma le prescrizioni del Piano ambientale contenuto nel Dpcm del 29 settembre 2017. Acciaierie d’Italia avrebbe dovuto adeguare alle prescrizioni ambientali dell’Aia la batteria 12 entro il 30 giugno scorso.

Ma ciò non è avvenuto. L’azienda aveva chiesto al Ministero una proroga, motivando la necessità di allungare i tempi col blocco dei lavori determinato dal Covid. Istanza rigettata dal MiTE che il 25 giugno scorso ha confermato il termine lavori entro il 30 giugno e disposto il fermo della batteria, in difetto di adempimento, entro i successivi dieci giorni. Una decisione impugnata da Acciaierie d’Italia davanti al Tar del Lazio che ha accolto solo parzialmente il ricorso, rinviando la decisione definitiva all’udienza di merito del 24 novembre prossimo. Ma ha confermato l’obbligo per l’azienda di mettere fuori produzione l’impianto. Allo stesso tempo, il Tar del Lazio (Seconda Sezione) ha disposto “l’obbligo per il Ministero di concludere il riesame dell’istanza della parte ricorrente nei limiti di cui in parte motiva e, nelle more del riesame, l’obbligo per il Gestore di proseguire la messa fuori produzione della batteria nr.12”. Nel nuovo decreto, a seguito del riesame, il Ministero ha preso atto che secondo l’Ispra “non è possibile percorrere soluzioni tecniche alternative a quella proposta dal Gestore con tempistiche inferiori a quelle già rappresentate nei mesi scorsi”.

Tuttavia, il gestore “resta l’unico responsabile degli eventuali danni all’ambiente o alla salute in conseguenza della tempistica necessaria alla messa fuori produzione della batteria n.12 oltre il termine del 30 giugno 2021”. Non è da escludere che anche quest’ultimo decreto venga impugnato davanti al Tar dall’azienda siderurgica. Nel giudizio che pende dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in difesa del primo decreto del ministro Cingolani relativo alla Batteria 12, si sono costituiti in giudizio lo stesso Ministero della Transizione Ecologica, il Comune di Taranto, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente per la Puglia, il Ministero dell’Interno, l’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale e “ad opponendum” l’Associazione Peacelink e il Codacons.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche