22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

Cronaca News

Crisi afghana, il Comune di Taranto si mobilita

foto di L’assessore Gabriella Ficocelli ha convocato il coordinamento dei Servizi Sociali
L’assessore Gabriella Ficocelli ha convocato il coordinamento dei Servizi Sociali

Coordinamento dei Servizi Sociali per monitorare la situazione riguardante la crisi afghana. «Il sindaco Rinaldo Melucci – si legge in una nota di Palazzo di Città – ha dato disponibilità a collaborare con il Governo per quanto si renda necessario al fine di garantire percorsi di integrazione per donne e uomini vittime della crisi in Afghanistan. Con il progressivo ritiro delle truppe italiane da quei territori, infatti, il Governo ha ritenuto opportuno predisporre un piano per mettere in sicurezza i collaboratori del contingente militare a Kabul e del comando di Herat».

«Su indicazione del sindaco Melucci – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli – ho convocato un coordinamento (nella foto) con assistenti sociali e psicologhe specializzate nell’ambito dell’immigrazione, con l’obiettivo di monitorare la situazione attraverso la Prefettura, fare rete con la Polizia Locale e la Protezione Civile e prepararsi a organizzare l’eventuale accoglienza, soprattutto di donne e minori».

Accelerare le procedure per l’accoglienza e aiutare la popolazione a rischio.
La comunità internazionale deve accelerare e semplificare le procedure di visto per gli afghani che temono per la loro sicurezza e che desiderano lasciare il Paese. Questo l’appello lanciato oggi da Inger Ashing, Ceo di Save the Children International, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Inger Ashing ha affermato che tutti i paesi hanno il dovere, nel rispetto del diritto internazionale, di consentire ai rifugiati la richiesta del diritto d’asilo e garantire trasferimenti sicuri e un rifugio perché possano essere protetti, in particolare i bambini. Nelle ultime settimane centinaia di migliaia di afghani, tra cui decine di migliaia di bambini, sono fuggiti dalle violenze raggiungendo i paesi vicini.

Circa 100.000 persone hanno attraversato l’Iran fino alla Turchia orientale, paese in cui ogni giorno dall’inizio di luglio arrivano tra le 500 e le 2000 persone. Alcuni paesi sono già pronti ad accogliere un certo numero di persone in centri di accoglienza temporanei, mentre altri hanno annunciato di voler mantenere chiusi i propri confini. Inger Ashing ha affermato che i bambini afghani e le loro famiglie che hanno lasciato il Paese nelle ultime settimane devono essere protetti e i loro diritti rispettati secondo il diritto internazionale e dovrebbe esserci una moratoria immediata su tutti i rimpatri forzati dei cittadini afghani. «È essenziale che in questi primi giorni di crisi i paesi mantengano le frontiere aperte e garantiscano la sicurezza di chi arriva, compresi i bambini fuggiti dalle violenze, e la protezione dei loro diritti. I paesi dovrebbero continuare ad accogliere i bambini afghani e le loro famiglie sulla base dei reali bisogni umanitari e non di limiti prestabiliti.

Stiamo assistendo a scene di disperazione in Afghanistan, dove migliaia di persone stanno cercando di lasciare il Paese e non possono farlo, non possiamo abbandonarli – ha dichiarato Inger Ashing, Ceo di Save the Children International – Per di più, mentre ci arrivano notizie di madri che consegnano i propri figli al personale militare oltre il muro dell’aeroporto di Kabul chiedendo loro di salvarli, i paesi chiudono i confini e migliaia di domande di visto non vengono processate».

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