21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 09:58:00

Cronaca News

Porto di Taranto, decisione “congelata” in attesa della Regione

foto di Giovanni Gugliotti
Giovanni Gugliotti

Soluzione interlocutoria con un obiettivo: evitare il blocco dei traffici al porto mecantile di Taranto. E’ questo, in estrema sintesi, quanto emerso dal primo dei due tavoli tecnici convocati in Provincia dal presidente Giovanni Gugliotti, L’incontro si è tenuto dopo le vibrate reazioni di aziende, agenti raccomandatari e sindacati al parere dell’Ente di via Anfiteatro che impone alle aziende di munirsi di autorizzazione per la movimentazione di merci polverose nello scalo tarantino.

Da quanto si è appreso, ci sarebbe una sorta di “congelamento” del parere della Provincia in vista di un coinvolgimento della Regione al fine di arrivare ad una disciplina omogenea per i porti pugliesi. «Il tavolo tecnico – ha spiegato il presidente Gugliotti – è stato utile per raggiungere un’intesa con i diversi enti che a vario titolo hanno competenza sul porto. Abbiamo ravvisato la necessità di giungere ad una disciplina omogenea almeno per tutti i porti pugliesi. Non è intenzione della Provincia creare problemi alle aziende e a tutti coloro che operano al porto, come ho spiegato durante l’incontro. Quindi, come Ente, ci siamo impegnati a non creare difficoltà alle aziende e agli operatori portuali e a coinvolgere la Regione Puglia per una soluzione condivisa che non penalizzi nessuno». Il primo vertice convocato dal presidente Gugliotti, concluso con un verbale d’intesa, ha coinvolto, fra gli altri, l’Autorità di sistema portuale del Mare Jonio, la Capitaneria di Porto, l’Asl Taranto e l’Arpa Puglia.

Dopo il primo tavolo, martedì 24 agosto, sempre alle 15, sarà la volta delle organizzazioni sindacali. L’incontro col presidente Gugliotti coinvolgerà in questa seconda circostanza le aziende portuali, gli agenti raccomandatari marittimi e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. Nelle organizzazioni di categoria c’è chi si augura che la Provincia torni sui suoi passi e riveda il parere che, appena emanato, pochi giorni prima di Ferragosto, ha avuto un impatto negtivo: indurre una nave a scegliere un altro porto pugliese, come hanno evidenziato le associazioni degli operatori portuali. «Il nostro auspicio – dichiara Carmelo Sasso della Uil Trasporti – è che la Provincia ritiri il provvedimento. Mai nessuna autorità ha pensato di introdurre un obbligo del genere. Una disposizione come questa, che impone l’obbligo di munirsi di questa autorizzazione per la movimentazione di merci polverose, non esiste in alcun porto. Un porto non è uno stabilimento industriale, quindi non può essere sottoposto a queste norme. Questa disposizione ha già avuto i primi effetti negativi.

Quindi – conclude Sasso – va revocata prima che altre navi scelgano altri porti pugliesi». Cgil, Cisl e Uil dei lavoratori portuali, la scorsa settimana, hanno anche proclamarto lo stato di agitazione per il personale delle imprese portuali. L’obbligo dell’autorizzazione, a quanto pare, non è piaciuto nemmeno alla società San Cataldo Container Terminal, che fa capo al gruppo turco Yilport, concessionario del terminal. Provvedimenti come questo, hanno spiegato, «incidono su tutti». E la società, «sta supportando il business, mettendo a disposizione sin dal suo arrivo, a luglio 2020, la banchina Scct, in attesa che quella per le rinfuse sia pronta a cura dell’Autorità portuale».

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