22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 09:59:00

Cronaca News

Piena solidarietà dell’Ammi al popolo afghano

foto di Crisi in Afghanistan
Crisi in Afghanistan

L’A.M.M.I. (Associazione Mogli Medici Italiani), sodalizio femminile di rilievo nazionale con servizi in tutta Italia che si dedica al sociale oltre che alla prevenzione nel campo medico e alla educazione alla salute, esprime la piena solidarietà al popolo afghano ed in particolare alle donne e ai bambini. La sezione di Taranto diretta dalla presidente Michela Morciano Albanese, insieme a tutte le socie, vuole porsi con un messaggio come acceleratore dell’opinione della società civile sollecitando così, il mondo dell’associazionismo a levare la propria voce e indignazione per le barbarie perpetrate contro le donne.

“Noi donne dell’A.M.M.I. libere in un paese libero, a voi donne afgane in lotta per la vostra libertà, in un paese in guerra inviamo il nostro pensiero. Sappiamo che in questa situazione siete voi a pagare il prezzo più alto. Noi oggi possiamo porgervi la nostra solidarietà. Speriamo un domani di potervi dare sostegno e aiuto concreto” si legge in una nota dell’Associazione Mogli Medici Italiani. Nei giorni scorsi per monitorare la situazione riguardante la crisi afghana si è mobilitato il Comune di Taranto. Il sindaco Rinaldo Melucci ha dato disponibilità a collaborare con il Governo per quanto si renda necessario al fine di garantire percorsi di integrazione per donne e uomini vittime della crisi in Afghanistan. Con il progressivo ritiro delle truppe italiane da quei territori, infatti, il Governo ha ritenuto opportuno predisporre un piano per mettere in sicurezza i collaboratori del contingente militare a Kabul e del comando di Herat.

“Su indicazione del sindaco Melucci – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli – ho convocato un coordinamento con assistenti sociali e psicologhe specializzate nell’ambito dell’immigrazione, con l’obiettivo di monitorare la situazione attraverso la Prefettura, fare rete con la Polizia Locale e la Protezione Civile e prepararsi a organizzare l’eventuale accoglienza, soprattutto di donne e minori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche