18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:01:13

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I monopali arrivati al porto

Tra i primi ad uscire allo scoperto con le loro perplessità sono stati due ex sindaci: Mario Guadagnolo e Alfengo Carducci. Ai social hanno affidato i propri pensieri, non proprio entusiastici, sul nascente parco eolico che sorgerà tra Molo Polisettoriale e Diga Foranea.

«Per un’area che abbia prospettive turistico/ambientali (?) l’inquinamento visivo – scrive Carducci – non è meno grave di quello idrico-ambientale. In discussione dunque, non è l’importanza per lo Stato di risorse energetiche “pulite”, ma perché proprio nel nostro golfo (e a pro di chi?) debbano fiorire le pale eoliche: in parole povere, lo stesso interrogativo che non ci si pose 60 anni fa per il siderurgico… senza neppure l’alibi di allora: il sottosviluppo!»

«I parchi eolici come l’energia solare sono da sostenere e da incrementare perchè sono produttori di energia pulita alternativa rispetto al petrolio e al carbone. Ma questo non significa che essi possano essere impiantati davanti ai faraglioni di Capri o a Mergellina oppure nel nostro mare», dice dal canto suo Guadagnolo che non vede in questa modalità il modo per favorire un’economia alternativa a quella inquinante della grande industria. Ma intanto il parco eolico in Mar Grande tempo qualche mese e sarà realtà. I monopali che reggeranno le torri previste sono già arrivati al porto. All’incirca dieci anni dopo l’avvio di un iter che inizialmente aveva visto protagoniste società locali. Dieci anni vissuti anche nei meandri della giustizia amministrativa che, alla fine, ha sgomberato il campo da ogni dubbio: il parco si può fare. Dieci anni nei quali questo iter è andato avanti, senza particolari sussulti di gran parte dei gruppi ambientalisti, spesso piuttosto timidi quando si tratta di affrontare temi che non siano quelli legati all’ex Ilva.

«Questo progetto – spiega a TarantoBuonasera l’ingegner Paolo Sammartino, Chief Operating Officer di Renexia, proprietaria al 100% della società Beleolico che andrà a gestire l’impianto – è stato asseverato dal Ministero dell’Ambiente, che ne ha riconosciuto la compatibilità con l’ambiente circostante, in particolare nel contesto portuale industriale». In totale saranno installate dieci torri da 80 metri, divise in due gruppi: 4 davanti al molo polisettoriale e 6 oltre la diga foranea, a circa un chilometro dalla costa. Una foresta di pale che rischia di avere un impatto visivo poco piacevole sul panorama? «Nel porto di Taranto – replica l’ingegner Sammartino – operano già gru molto alte e piuttosto visibili». Come a dire: non saranno queste dieci torri a sfregiare il paesaggio. Ottanta milioni di investimento e una concessione trentennale su un’area di 131mila metri quadrati per quello che è il primo parco eolico off shore nel Mediterraneo.

Ma Taranto quali benefici avrà dalla presenza di questo impianto? «Questo impianto – spiega sempre l’ingegner Sammartino – ha bisogno di una manutenzione specializzata per cui ci sarà bisogno di appoggiarsi a imprese del tessuto industriale, così come avremo bisogno del servizio di trasporto dei barcaioli per eseguire gli interventi off shore. Questi impianti, proprio per la particolare attenzione che richiedono, si inseriscono molto più nel tessuto sociale ed economico rispetto agli impianti a terra. C’è poi il vantaggio energetico: chi vorrà potrà acquistare dal trader l’energia prodotta con garanzia d’origine da fonte rinnovabile».

Per quanto riguarda il vantaggio ambientale, Beleolico dichiara che nei 25 anni di vita utile dell’impianto saranno risparmiate 730mila tonnellate di CO2. Secondo il Chief operating officer di Renexia le torri non costituiranno alcun intralcio alla navigazione: «Assolutamente. Tutti questi aspetti sono stati oggetto di valutazione da parte della Capitaneria di Porto che è stata sempre coinvolta nell’iter del progetto. Nelle fasi di costruzione la Capitaneria emetterà ordinanze per interdire temporaneamente al traffico l’area di cantiere». I tempi di realizzazione dell’impianto: tra settembre e ottobre saranno installati pali e turbine, poi ci sarà l’attività di posa dei cavi che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Se questi tempi saranno rispettati, il parco eolico potrà entrare effettivamente in funzione all’inizio del nuovo anno.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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